Preliminare di Strategia ” Val Simeto “

Indice 1. IDEA GUIDA, FILIERA COGNITIVA E PRINCIPALI INTERVENTI

2 1.1 Premessa – Dalla protesta alla proposta. Il Patto di Fiume Simeto e la Strategia Nazionale Aree Interne.

2 1.2 La filiera cognitiva e principali interventi

2 2 TERRITORIO INTERESSATO E ASSOCIAZIONISMO DEI COMUNI

3 2.1 Descrizione del Sistema Intercomunale Permanente

3 2.2 Motivazione di scelte di condivisione di Funzioni e Servizi

6 3. DESCRIZIONE DEGLI ATTORI RILEVANTI

7 4. RISULTATI ATTESI, INTERVENTI E TEMPISTICA

8 4.1 Sistema agroalimentare e sviluppo locale

8 1. Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze

8 2. Dati rilevanti

8 3. Elementi emersi dalla fase di scouting

9 4. Risultati attesi e proposte di azione

9 4.2 Tutela del territorio e Comunità locali – Valle della Legalità, Valle della gestione virtuosa di acqua e rifiuti

11 1. Acque: Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze

11 2. Dati rilevanti 11 3. Elementi emersi dalla fase di scouting

11 4. Risultati attesi e proposte di azione

12 1. Rifiuti: Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze

13 2. Elementi emersi dalla fase di scouting

13 3. Risultati attesi e proposte di azione

14 4.3 Risparmio energetico e filiere locali di energia rinnovabile

15 1. Centralità del tema nella Filiera Cognitiva

15 2. Elementi emersi dalla fase di scouting

15 3. Risultati attesi e proposte di azione

15 4.4 Scuola (Apprendimento permanente) Learning Valley — Scuola come presidio di difesa Sociale

16 1. Sistema scolastico dell’area

16 2. Elementi emersi dalla fase di scouting

17 3. Risultati attesi e proposte di azione

18 4.5 Salute garantita a tutti gli abitanti della Valle

21 1. Sistema sanitario dell’area

21 2. Elementi emersi dall’attività di scouting

21 3. Risultati attesi e proposte di azione

22 4.6. La mobilità della Val Simeto

25 1. La mobilità della Val Simeto

25 2. Elementi emersi dalla fase di scouting

25 3. Risultati attesi e proposte di azione

26 5. REQUISITI NECESSARI, REGIONALI E NAZIONALI, PER L’EFFICACIA DELLA STRATEGIA

28 6. QUADRO FINANZIARIO E ATTRIBUZIONE DELLE RISORSE

28 2 1. IDEA GUIDA, FILIERA COGNITIVA E PRINCIPALI INTERVENTI

1.1 Premessa – Dalla protesta alla proposta. Il Patto di Fiume Simeto e la Strategia Nazionale Aree Interne. Nel 2002 il Piano per la Gestione dei Rifiuti della Regione Siciliana programma la costruzione di un inceneritore in un’area situata lungo il corso del fiume Simeto in Contrada Cannizzola, territorio di Paternò, ricadente nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) Contrada Valanghe, esteso fino a Centuripe e situato nei pressi di un altro SIC, quello di Pietralunga. Gli abitanti della Valle si oppongono alla costruzione, in particolare i cittadini di Paternò e Adrano, già minacciati dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi presso il SIC Poggio Santa Maria, e gli abitanti di Biancavilla, già provati dalle conseguenze dell’esposizione all’amianto causate da una cava – ora chiusa e bonificata – sul Monte Calvario. La tutela del fiume e del territorio aggrega dunque le comunità e il fiume diventa un elemento fisico e simbolico attorno cui costruire una visione condivisa del presente e del futuro, affiancando le azioni di protesta e contrasto a un processo di elaborazione di proposte per una nuova idea di sviluppo dell’area. Dal 2008 si avvia e consolida l’incontro tra la Associazioni locali e l’Università degli Studi di Catania che si concretizza nella volontà di costruire un piano di azione dal basso che emerga dal vissuto, dall’ascolto dei bisogni, dall’individuazione dei quadri valoriali e dall’identificazione delle progettualità già presenti sul territorio da supportare e valorizzare. Dal 2009 al 2010 prende dunque vita una prima intensa sperimentazione di Mappatura di Comunità, condotta in forma volontaria da studenti, tesisti, ricercatori che ha come fulcro la costruzione di mappe del territorio aperte al contributo di tutti (dai bambini agli anziani, dagli ambientalisti agli agricoltori, dai gruppi di mamme agli esperti di varie discipline). Attraverso la Mappatura vengono messi a fuoco alcuni elementi centrali per il territorio: la cura delle acque, la promozione di un sistema agricolo di qualità in armonia con l’ambiente, la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e dell’energia, la promozione di percorsi di turismo responsabile e di forme di abitare sostenibile. Nel frattempo, a seguito di lunghe vicende giudiziarie, la Valle del Simeto ottiene ciò che richiede con forza: l’inceneritore non verrà costruito. Nell’Aprile 2010 i materiali prodotti dalla Mappatura di Comunità vengono consegnati alle amministrazioni e si dichiara la necessità di costruire un “Patto tra Cittadini e Istituzioni per far rivivere la Valle del Simeto” (dal nome dell’incontro svoltosi a Biancavilla). Prende così formalmente avvio la costruzione di un Contratto di Fiume, chiamato “Patto di Fiume Simeto”, la cui prima sottoscrizione avviene nell’aprile 2012 ad Adrano. Le associazioni del territorio si uniscono nel Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, nato per coordinare le associazioni interessate ad alimentare il percorso del Patto, cui aderiscono 60 associazioni. Nel settembre 2013 i comuni firmatari del Patto di Fiume Simeto, su sollecitazione dei cittadini, si candidano alla Strategia Nazionale Aree Interne. Il riconoscimento come area sperimentale ha portato a una perimetrazione nella quale sette comuni (Belpasso, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Ragalna, Regalbuto, Santa Maria di Licodia, Troina) formano l’Area Strategica, mentre i Comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe costituiscono l’Area Progetto. Nel maggio 2015 presso il Rettorato degli Studi di Catania i 10 comuni della Val Simeto, l’Università stessa, il Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto e il Consorzio di Bonifica di Enna firmano la Convenzione Quadro del Patto di Fiume Simeto, dopo un ulteriore processo volontario di approfondimento dei quadri conoscitivi e propositivi sintetizzati negli Allegati A e B della Convenzione stessa. Il paragrafo che segue descrive la filiera cognitiva che ha guidato la progettazione SNAI. Lo sfondo di questa storia è una costante tensione verso percorsi di affermazione della Legalità che si auspica possano scardinare le dinamiche mafiose e mafiogene legate al depauperamento delle risorse naturali e umane sul territorio. 1.2 La filiera cognitiva e principali interventi La Val Simeto vuol divenire Valle della Legalità Diffusa, dell’Apprendimento Sociale e Ambientale attraverso la cura del territorio. La gestione virtuosa delle risorse ambientali (acqua, suolo, etc.), dello smaltimento dei rifiuti e la produzione di energia da fonti rinnovabili sono i punti cardine di un percorso di riscatto e di sviluppo della Valle. Con atteggiamento propositivo, oggi la Comunità vuole sperimentare strategie alternative praticabili: gli scarti possono divenire risorse ed energia, a partire dalla responsabilità dei Sindaci nel rispettare un altro Patto, quello per il Clima. La risorsa idrica rappresenta uno degli elementi unificanti della comunità nata intorno al corso d’acqua più importante della Sicilia: colture e culture del territorio infatti si sono sviluppate grazie al rapporto con il fiume Simeto e il suo bacino. Oggi cittadini e Istituzioni della Valle intendono recuperare 3 questo rapporto dinamico con il corso d’acqua, e con la risorsa idrica più in generale, riconoscendone e valorizzandone l’importanza. Per questo hanno stilato il Patto di Fiume. La Comunità del Simeto considera centrale il tema del ritorno alla terra: le attività rurali, svolte tenendo saldi principi etici di non sfruttamento delle risorse naturali e umane contribuiscono alla cura dell’ambiente, alla rigenerazione del tessuto sociale e della micro-imprenditoria. Si vogliono valorizzare le aree rurali e le colture di qualità: i prodotti locali possono divenire la base di una alimentazione sana, in contrasto alle patologie dovute alla cattiva alimentazione, molto diffuse sul territorio. Oltre alla possibilità di promuovere e consentire stili di vita sani partendo dall’alimentazione, affinché il tessuto sociale venga rigenerato, con la Strategia Nazionale Aree Interne si vogliono attuare azioni a supporto dei genitori, dei bambini e dei ragazzi della Val Simeto, molti dei quali vivono in contesti di povertà economica ed educativa. La Strategia punta alla creazione di un sistema sanitario accessibile e diffuso, con attenzione alla pediatria, geriatria, e specialistica, che faccia uso della telemedicina e che consenta l’empowerment sia dei pazienti che delle famiglie. Nella rigenerazione del tessuto sociale, la Scuola, intesa come Presidio aperto al territorio, gioca un ruolo cruciale: gli istituti scolastici divengono luoghi cardine, punti di riferimento per studenti e famiglie. Si propone di costruire un’offerta formativa sperimentale in linea con le esigenze del territorio, che prepari studenti capaci di cogliere le opportunità lavorative da esso offerto, che consenta l’accrescimento della consapevolezza su tutti i temi della filiera cognitiva e l’apprendimento diffuso mediante metodi sperimentali, necessari per un contesto che soffre di alti indici di dispersione scolastica e bassissimi livelli di apprendimento. Il mondo degli operatori della cultura ha un ruolo cruciale e trasversale come parte attiva della “comunità educante”: le imprese culturali lavorano al servizio dei percorsi per la legalità, per la sensibilizzazione in merito al tema delle acque e dei rifiuti, per la promozione del sistema colturale di qualità, per l’emersione del disagio sociale e per il perseguimento del benessere socio-sanitario. La mobilità cuce fisicamente le azioni progettuali, consentendo l’accessibilità e le connessioni per la Valle. La Legalità costituisce una cornice imprescindibile. La finalità condivisa è quella di attivare forme di contrasto culturale ai comportamenti illegali diffusi, con particolare attenzione al fenomeno del caporalato. Per ciascun passo della filiera cognitiva è necessario tenere saldo l’intreccio con la cornice generale della Valle della Legalità, un intreccio che però deve essere meglio definito nel passaggio da Preliminare a Strategia.

2 TERRITORIO INTERESSATO E ASSOCIAZIONISMO DEI COMUNI

2.1 Descrizione del Sistema Intercomunale Permanente L’area Val Simeto è costituita da un’area progetto alla quale appartengono 3 comuni -Adrano, Biancavilla, Centuripe- e un’area strategica alla quale appartengono 7 comuni -Belpasso, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia, Troina, Regalbuto-. L’area dunque ricade in parte entro i confini della Città Metropolitana di Catania (Adrano e Biancavilla) e in parte entro il Libero Consorzio Comunale di Enna (Centuripe), ai sensi della L.R. 13/15. I 10 comuni insieme sono sottoscrittori del Patto di Fiume Simeto. Territorio Superficie Abitanti Area Strategica (TOT) 1.078,8 Kmq 182.706 Area Progetto (TOT) 327,7 Kmq 65.842 – Adrano 83,22 36.285 – Biancavilla 70,28 24.026 – Centuripe 174,20 5.531 Tab. 1. Superfici e abitanti in Area Strategica e Progettto. Fonte: Comuniverso – Ancitel 2015 4 Figura 1. Il territorio dell’Area Strategica (in giallo) e dell’Area Progetto (in arancio) entro il Bacino Idrografico del Fiume Simeto (in verde, tratteggiato). Elaborazione su base dati SITR – Regione Siciliana Il sistema Val Simeto presenta sia una variazione della popolazione totale pari al 3,2 %, più alta rispetto alla media nazionale nelle Aree Interne (2,3%), nonostante il registrato calo di Centuripe, sia una variazione della popolazione straniera residente pari al 281, 8%, più alta rispetto alla media nazionale AI (205,4%). Durante il processo di scouting, non sono state riportate criticità in merito alla composizione multi-etnica della popolazione, ma è emersa la necessità di indagare più a fondo il fenomeno del caporalato e, in generale, i meccanismi d’illegalità diffusa nelle aree rurali. Su quest’ultimo fronte in particolare è stato segnalato1 come almeno 5000 operatori del settore agrumicolo, residenti nel triangolo Paternò, Adrano, Biancavilla, siano esclusi da qualsiasi forma di tutela e siano almeno 2000 i lavoratori stranieri che operano nella zona in assenza di forme legali di contrattualità. Le aree protette sono pari al 25,1% del territorio, percentuale più alta rispetto alla media nazionale AI (13,5%). Tali aree oggi sono però oggetto di sfruttamento e depauperamento illecito, come le microdiscariche abusive. Inoltre, il territorio è caratterizzato da condizioni critiche in termini di dissesto geomorfologico: il Piano di Assetto Idrogeologico censisce 365 dissesti a Centuripe, tra i comuni più colpiti del Bacino 094. L’agricoltura è un elemento caratterizzante il paesaggio del Simeto, sia nelle proprie forme fisiche territoriali, sia nella propria componente immateriale culturale. Il suolo fertile dato dalla presenza del Fiume Simeto, dalle sorgive etnee e dal microclima locale ha consentito la produzione di colture di pregio (uliveti, vigneti, frutteti e agrumeti) storicamente radicate come testimoniano le architetture di egual pregio e valore culturale (masserie, case padronali) e le infrastrutture rurali (saie, trazzere, mulini, vie del grano, la ex Ferrovia delle Arance Motta-Regalbuto). Tutte attrezzature oggi dismesse a seguito della crisi del mercato agrumicolo che dagli anni ‘80 ha penalizzato il territorio, causando una fase di abbandono delle campagne e la progressiva perdita della memoria in merito alle strette relazioni tra culture e colture locali. Se per i temi sullo sviluppo locale è opportuno considerare il sistema nella propria interezza, in merito ai servizi è necessario operare alcune distinzioni entro i confini dell’Area Progetto stessa. In particolare, si distingue: da un lato la conurbazione Adrano-Biancavilla, posta sulla sinistra idraulica del Fiume Simeto e collegata a Catania tramite SS284 e SS121; dall’altro lato il Comune di Centuripe, giacente su una 1Documento integrativo per la candidatura della Val Simeto alla Strategia Nazionle Aree Interne presentato il 13 novembre 2013 5 formazione montuosa sulla destra idraulica del Fiume, collegato all’asse viario principale SS121 attraverso un’armatura viaria di Strade Provinciali (SP24a, SP41, SP44, SP71, SP82, SP84), soggetta a dissesto idrogeologico, che produce condizioni di isolamento per Centuripe, in particolare nei mesi più piovosi. In merito all’ istruzione, si rileva una difformità tra le condizioni del sistema Adrano-Biancavilla e il Comune di Centuripe: da una parte, afferente all’USR VII (Catania), 5 circoli didattici su 13 plessi, 3 istituti comprensivi su 10 plessi, 2 scuole secondarie di primo grado, 16 indirizzi di scuola secondaria superiore; dall’altra parte, afferente all’USR VI (Enna e Caltanissetta), un istituto comprensivo su 6 plessi e un solo indirizzo di scuola secondaria superiore. In merito al settore sanità si rilevano ulteriori difformità tra il sistema Adrano-Biancavilla, afferente ad ASP 3 (Catania) e ASP 4 (Centuripe). Centuripe, oltre le condizioni di isolamento aggravate dal verificarsi dei dissesti idrogeologici, soffre per la presenza di un solo poliambulatorio e per il sistema di gestione dell’emergenza-urgenza. Per tutta l’area progetto è condivisa la necessità di costruire una relazione stabile tra i servizi socio-sanitari e il mondo dell’istruzione al fine di potenziare il ruolo delle scuole quali presidi sociali. Le questioni di mobilità, infine, riguardano ancora una volta la necessità di ricucire le due sponde del Fiume anche in termini di infrastrutture viarie. Con il Patto di Fiume Simeto, i 10 Comuni hanno sottoscritto anche una Convenzione Quadro in cui si esplicita che il Patto ha “funzioni non sostitutive ma parallele alle competenze amministrative degli enti istituzionali fissate dalle normative vigenti ed è volto al superamento della prassi della separazione di tali competenze in una direzione di maggiore scambio tra istituzioni e comunità locali” con lo scopo di potenziare il ruolo delle seconde nella gestione del territorio, sostenendo e/o implementando “azioni di salvaguardia, tutela attiva e valorizzazione del patrimonio naturalistico, ambientale, culturale, sociale ed economico della Val Simeto, attraverso pratiche di cittadinanza attiva volte alla co-gestione responsabile e partecipata dell’intero territorio e dei suoi ecosistemi più rappresentativi” (Art.1 Convenzione Quadro “Patto di Fiume Simeto”). Area progetto e area strategica sono in relazione in quanto parti di un unicum socio-ecologico dalle opportunità feconde per lo sviluppo locale, nel rispetto della vocazione agricola del territorio e della fruizione responsabile dello stesso, sulla base di attrattori naturali e culturali individuati dalla comunità come elementi del paesaggio identitario. Tale sistema costituisce valore aggiunto per i Comuni dell’Area Progetto (Adrano, Biancavilla e Centuripe) su cui avviare sperimentazioni pilota per catalizzare forme innovative di cooperazione tra attori locali da propagare poi su tutta l’Area Strategica. Il rapporto di mutuo vantaggio tra Area Progetto e Area Strategica si traduce dunque nel poter disporre, da un lato, di una cornice ampia che contestualizza le sperimentazioni dei 3 Comuni sopra citati; dall’altro, nel poter beneficiare degli effetti delle sperimentazioni SNAI anche sui restanti 7 Comuni del Patto. Il territorio, nonostante le proprie potenzialità, è in estrema sofferenza occupazionale, come provato dagli elevati tassi di disoccupazione (la media nei comuni dell’area catanese è del 19,2%, nell’area ennese è del 24,9%, contro il 22% della media regionale e il 12,7% della media nazionale)2 e dagli allarmanti tassi di disoccupazione giovanile (la media nei comuni dell’area catanese è del 55,05%, nell’area ennese è del 51,4%, contro il 53,05% della media regionale e il 34,74% della media nazionale)3 . E’ prioritario dunque, per tutti i Comuni del Patto, coniugare la tutela del territorio con l’attivazione e il sostegno di azioni per lo sviluppo locale che consentano agli abitanti di restare (o tornare) nella Val Simeto. L’Area Strategica, nella propria interezza, è attraversata dalla metà della popolazione studentesca che frequenta istituti di istruzione superiore diffusi sul territorio a prescindere dai confini comunali, da pazienti costretti a ricercare cure affrontando lunghi tragitti, da flussi di pendolari che si trovano ad affrontare i limiti del trasporto pubblico. La SNAI può consentire dunque di sperimentare quelle azioni di potenziamento delle reti che, se efficaci per l’area progetto, produrranno ricadute benefiche su tutta l’Area Strategica. I progetti di sviluppo tendono, allo stesso modo, a ricucire le connessioni: il riuso della ex Ferrovia delle Arance MottaRegalbuto rappresenta un emblema in tal senso, per consentire agli abitanti, prima di tutto, di riscoprire il proprio territorio come ambiente di vita e lavoro dove costruire futuro. 2 ISTAT, dati aggiornati al 2014 3 ISTAT, dati aggiornati al 2011 6 2.2 Motivazione di scelte di condivisione di Funzioni e Servizi Dei tre Comuni dell’area progetto solo il Comune di Centuripe aderisce ad un’unione di Comuni denominata “Corone degli Erei”, pertanto, alla luce di quanto previsto all’art. 41 della legge regionale n. 15/2015 (istitutiva di Liberi Consorzi e Città metropolitane) che sancisce il divieto per gli enti locali siciliani di istituire nuove entità, comunque denominate, ivi compresi gli organismi di cui agli articoli 31 (Consorzi) e 32 (Unioni) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per l’esercizio associato di funzioni, fatte salve quelle previste per legge nonché le convenzioni per l’espletamento di servizi, nell’ottobre del 2015 i tre Comuni hanno sottoscritto, ai sensi dell’art. 30 del d.lgs 267/2000, una convenzione quadro generale per l’esercizio in forma associata di funzioni e servizi di proprio interesse tra quelle indicate dall’art.19 comma 1 del dl.95/2012 convertito in legge 135/2012, rimandando l’effettiva unificazione delle funzioni indicate dalla legge stessa ad ulteriori accordi. La convenzione prevede anche la realizzazione di un ufficio comune per la progettazione, l’implementazione e la gestione di tutti gli interventi previsti in strategia. Da fine 2015 si sono tenute numerose riunioni tra i segretari comunali e gli uffici tecnici per definire le modalità operative per l’esercizio in forma associata delle funzioni individuate e si è concordato di avviare, in una prima fase, le seguenti funzioni: − edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici − esercizio di servizi e funzioni inerenti la mobilità integrata e il trasporto pubblico sociale – ammodernamento e ristrutturazione della viabilità urbana e rurale. A marzo 2016 le due bozze di convenzioni sono state trasmesse ai consulenti del Formez per una prima valutazione; successivamente, sulla base delle osservazioni trasmesse e dell’incontro avutosi nel mese di giugno, sono state fatte ulteriori modifiche. Oggi, definiti gli interventi con il presente preliminare, le convenzioni sono state ulteriormente riviste per renderle meglio rispondenti al raggiungimento dei risultati attesi e sono state inviate al Formez per un’ultima analisi, prima dell’approvazione dei Consigli Comunali. La scelta di associare l’edilizia scolastica e l’organizzazione e gestione dei servizi scolastici nasce principalmente da una presa di coscienza delle problematiche emerse durante la fase di scouting: gli edifici scolastici della Val Simeto soffrono per le condizioni carenti in termini strutturali, di sicurezza, di vivibilità e di condizioni bio-climatiche, inoltre l’area presenta una forte frammentazione sia tra scuole che tra sistema scolastico e territorio, nonché la mancanza di una offerta formativa coordinata. Si è pertanto deciso di realizzare un ufficio comune che si occupi sia di progettazione e gestione dei lavori pubblici in tema di edilizia scolastica, con lo scopo di programmare la rete scolastica a livello intercomunale coordinando gli strumenti urbanistici in dotazione, sia di garantire da una parte una interrelazione continua con il territorio e gli utenti dell’area vasta e dall’altra il raccordo con gli organi amministrativi dell’area stessa. Ciò consentirà di rilevare i bisogni formativi e attuare i percorsi di apprendimento in funzione del lavoro e delle attività economiche tradizionalmente presenti nel territorio della Val Simeto e assicurare una programmazione unitaria e uniformità di intervento sul territorio dei tre Comuni, al fine di realizzare un’offerta formativa, improntata a criteri di funzionalità, razionalità e flessibilità d’utilizzo, apertura al territorio, alla partecipazione e condivisione. Anche la scelta della condivisione della seconda funzione è scaturita da quanto è emerso durante i tavoli tematici nei quali il tema della mobilità ha interessato trasversalmente tutte le tematiche legate allo sviluppo locale e ai servizi di cittadinanza. Per la prima volta gli uffici tecnici dei tre Comuni si sono riuniti per studiare delle proposte di mobilità di area vasta e, insieme ai dirigenti scolastici e studenti, hanno analizzato l’attuale sistema dei trasporti pubblici che, per le limitazioni riscontrate, ha spesso condizionato la scelta dell’indirizzo scolastico. Nello specifico la bozza di convenzione prevede che le amministrazioni dei Comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe esercitino in forma associata i servizi di mobilità pubblica integrata e il trasporto pubblico sociale (scuola, lavoro, sanità, anziani e disabili), collegando aree urbanizzate isolate ed emarginate. La convenzione prevede inoltre funzioni inerenti l’ammodernamento e la ristrutturazione della viabilità urbana e rurale dell’area e l’attivazione di servizi di trasporto anche per lo sviluppo turistico e servizi pubblici di trasporto per la parte non esercitata a livello più ampio, ovvero servizi di autonoleggio, bus on demand, servizi di car sharing, bike sharing.

7 3. DESCRIZIONE DEGLI ATTORI RILEVANTI Questo Preliminare di Strategia è frutto del lavoro e della partecipazione di diversi attori locali. L’Università degli Studi di Catania, l’Associazione Vivisimeto e il Comitato Civico Salute e Ambiente di Adrano sono i soggetti che hanno dato il via al processo di Mappatura di Comunità nel 2008 e hanno promosso la strutturazione del Patto di Fiume. Si è arrivato così alla costituzione del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto: un’associazione di 60 associazioni operanti sui 10 Comuni del Patto di Fiume Simeto, nata con lo scopo di dare attuazione alle istanze partecipative del Patto. All’interno del Presidio Partecipativo si sono attivati diversi gruppi di lavoro, costituiti da centri di competenza e attori locali, su temi specifici quali agricoltura, acqua, rifiuti, energia. Essi hanno prodotto idee e progetti, alcuni dei quali già in fase di attuazione. Per tale ragione, il Presidio Partecipativo è considerato un punto di riferimento per la SNAI e un collante tra area progetto e area strategica: ha contribuito al processo di scouting e contribuisce ad incentivare la partecipazione al processo in atto sia in area progetto che in area strategica. Insieme al Presidio Partecipativo, le Associazioni del territorio di Centuripe hanno inoltre costituito un Coordinamento per coinvolgere la popolazione centuripina, più anziana e isolata. Affianco al Presidio, docenti, ricercatori e studenti dell’Università di Catania costituiscono un altro gruppo di attori rilevanti. Dall’avvio della collaborazione sono state condotte una decina di tesi di laurea e 2 tesi di dottorato a servizio del percorso di Patto, oltre a 5 edizioni di summerschool internazionali. L’Università è un attore rilevante nell’ambito della governance del Patto di Fiume in quanto responsabile del coordinamento del Laboratorio di Patto, formato da tecnici comunali che l’Università si impegna a coordinare e accompagnare in una prospettiva di contaminazione delle competenze. I tecnici, i segretari e il personale amministrativo dei comuni costituiscono un altro gruppo di attori rilevanti, già coinvolti e attivi nella costruzione di una progettualità che possa gradualmente potenziare le capacità delle risorse umane in organico. Gli attori rilevanti che hanno contribuito all’individuazione e all’approfondimento dei temi della filiera cognitiva si distinguono in due macro-gruppi: un primo macro-gruppo fa riferimento ai tavoli di lavoro già avviati dal Presidio Partecipativo sulle risorse ambientali e lo sviluppo locale che si sono ampliati con la partecipazione di nuovi soggetti; un secondo macro-gruppo è stato attivato grazie all’avvio della SNAI sul territorio per approfondire le questioni in merito ai servizi. Altri attori rilevanti sono i rappresentati degli Enti Istituzionali intermedi (di scala sovracomunale) che sono stati ufficialmente invitati a contribuire nel ruolo da essi ricoperto (USR e ASP). Nello specifico, la composizione dei gruppi di attori rilevanti può essere dettagliata come segue. In merito al tema delle acque, gli attori rilevanti già coinvolti sono esperti operanti sul territorio ed esperti dell’Università di Catania, membri dell’associazionismo locale e alcuni agricoltori operanti nella Val Simeto. In merito al tema dei rifiuti e dell’energia, gli attori rilevanti già coinvolti sono esperti operanti sul territorio e membri dell’associazionismo locale impegnati nell’ambito della Strategia Rifiuti Zero, tra cui la stessa Associazione Rifiuti Zero Sicilia e l’I.R.S.S.A.T. (Istituto di Ricerca, Sviluppo e Sperimentazione sull’Ambiente ed il Territorio con sede a Biancavilla). In merito al tema dell’agricoltura sono stati coinvolti diversi imprenditori agricoli e associazioni di categoria, ma ha assunto particolare rilievo il Biodistretto della Val Simeto, associazione fondata a seguito della Mappatura di Comunità e composta da circa 60 soci, di cui 30 produttori operanti su tutti i Comuni dell’Area Strategica impegnati nella promozione delle produzioni biologiche e da altri soggetti, tra cui la cooperativa Beppe Montana di Libera a Belpasso. In merito al turismo responsabile e alla promozione e produzione culturale del territorio, una costellazione di associazioni, operanti sia nell’Area Progetto (tra cui ha assunto un ruolo cardine l’Associazione La Locomotiva di Adrano) sia nell’Area Strategica, ha fornito il proprio contributo rivelando una propensione del territorio alla costruzione di un progetto culturale ampio. Inoltre, i promotori del progetto Stazioni Unite del Simeto (SUdS) per il recupero della tratta ferroviaria in dismissione MottaRegalbuto, ex Ferrovia delle Arance, costituiscono un altro gruppo di attori rilevanti per il raccordo tra Area Progetto e Strategica. In merito al settore istruzione, oltre ai dirigenti USR, sono stati coinvolti i docenti e i dirigenti scolastici dei 17 istituti presenti nell’area progetto; ai dirigenti è stato chiesto inoltre di compilare una scheda di sintesi per un approfondimento puntuale su ciascuna scuola, dopo aver costruito una visione condivisa. 8 Per la sanità, oltre ai dirigenti ASP, sono stati coinvolti i medici di base, pediatri di libera scelta, psicologi e psicoterapeuti con esperienza di lavoro soprattutto nell’area progetto, alcuni dei quali stanno contribuendo in modo costante alla progettazione a al reperimento di dati necessari per l’analisi e la progettazione.

4. RISULTATI ATTESI, INTERVENTI E TEMPISTICA

4.1 Sistema agroalimentare e sviluppo locale 1. Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze L’agricoltura sostenibile e multifunzionale, integrata con il territorio e ispirata a principi etico-solidali ed ecologico-ambientali, rappresenta un nodo cruciale per la filiera cognitiva. I percorsi di contrasto ai comportamenti illegali e al caporalato partono dal coinvolgimento capillare degli agricoltori stessi. La richiesta, sempre crescente, di alimenti di qualità e tracciabili, la cura delle risorse, partendo da quella idrica, e la manutenzione del territorio, trovano negli agricoltori dei necessari protagonisti. Il paniere di prodotti della Val Simeto – Arancia rossa IGP, Olio Monte Etna DOP, Ficodindia dell’Etna DOP, Pistacchio di Bronte, Fragola di Maletto, Pesca di Maniace, etc. – assieme ai manufatti rurali – artigianali (con particolare rilevanza per Centuripe) e infrastrutture rurali – sono opportunità per ricostruire un sistema rurale di qualità, con approccio multifunzionale e integrato. L’obiettivo di sostenere un sistema rurale di qualità è prioritario per la Val Simeto. L’agricoltura è attività di sviluppo locale prioritaria, purché condotta nel rispetto dei cicli ecologici e delle relazioni umane, come condiviso nel Patto di Fiume. Il percorso del Biodistretto della Val Simeto, esito del processo di Patto di Fiume e del lavoro sul campo del Presidio Partecipativo, per quanto ancora ai primi passi, è una esperienza che testimonia la propensione del territorio nel promuovere nuovi approcci all’agricoltura multifunzionale e integrata, ispirata a principi etico-solidali ed ecologico-ambientali. Il Biodistretto è stato costituito nel 2016 come associazione senza scopo di lucro che conta a oggi circa 60 membri tra cui 30 produttori della Val Simeto, assieme ad agronomi, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni. Esso guarda ai principi dell’agricoltura biologica definiti dall’IFOAM (International Federation of OrganicAgricultureMovements) e dall’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e si occupa della diffusione del metodo di produzione Biologica, di valorizzare la Biodiversità, di produzione e aggiornamento dei disciplinari di produzione, di ricerca, formazione e informazione. Il Biodistretto promuove nuovi modelli di distribuzione basati sul corto raggio attraverso la creazione di GAS, l’istituzione di mercati degli agricoltori, la formazione ed il coinvolgimento dei piccoli esercenti, l’introduzione dei prodotti biologici e locali nelle mense pubbliche. Il territorio della Val Simeto vanta altre esperienze vivaci, come quella di un Gruppo di Acquisto Solidale coordinato dall’Associazione Cultura &’ Progresso di Santa Maria di Licodia (facente parte del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume) che lavora in sinergia con i produttori del Biodistretto. Inoltre, il Biodistretto ha lavorato in sostegno alle manifestazioni culturali in corso nella Val Simeto, tra cui quelle realizzate dall’Associazione Stazioni Unite del Simeto (SUdS) che intende rivitalizzare le stazioni dismesse lungo l’ex tratta ferroviaria Motta-Regalbuto denominata ‘Ferrovia delle Arance’, dove potrebbero essere organizzati periodicamente mercati di prodotti locali. Nell’Area Strategica è importante la presenza di aziende che si dedicano alla permacultura (Casa delle Acque, Progetto Saja), all’agricoltura sinergica e a quella biodinamica; esperienze di mercati a Km0 e filiera corta; esperienze di collaborazione con le scuole (fattorie didattiche) e di scambio internazionale, progetto IBO e movimento WWOOF; aziende associate alla Rete delle Fattorie Sicilia che hanno maturato esperienze di collaborazione con operatori sociali e istituti penitenziari con progetti di agricoltura sociale. 2. Dati rilevanti (tratti dalla diagnosi aperta delle aree progetto elaborata dal Comitato SNAI) Tra il 2000 e il 2010 si è registrato un incremento di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) pari al 31,3% rispetto alla superficie agricola totale; al 2010, la SAU è pari al 39,1% (valore in linea con la media nelle AI Italiane, ma più basso rispetto alle AI in Sicilia, pari al 55,6%). La percentuale di conduttori agricoli con età fino a 39 anni sul totale dei conduttori (al 2010) è pari a 11,9 (valore lievemente superiore rispetto alle AI italiane, pari a 10,4 ma lievemente inferiore rispetto alle AI siciliane, pari a 12,1). La variazione percentuale del numero di conduttori agricoli con età fino a 39 anni tra il 2000 e il 2010 è in decremento (-8,8) meno che nel resto delle AI siciliane (-26,8) e italiane (-33,6). L’indice di importanza del settore agricolo e agroindustriale (rapporto tra il numero di giornate di lavoro agricole, per 1000 abitanti e la corrispondente quota 9 nazionale) è cresciuto dal 2001 (0,6) al 2011 (0,9), ma si mantiene più basso rispetto alle AI siciliane (1,5) e italiane (1,8) al 2011. 3. Elementi emersi dalla fase di scouting Sistema rurale in sofferenza. La fase di scouting ha fatto emergere il grave stato di abbandono delle aree. Nonostante la SAU sia in crescita dal 2000, il valore al 2010 (39,1%) è più basso rispetto alle altre AI siciliane (55,6%). Questo non è dato da una mancanza della vocazione agricola dell’area, anzi. La Val Simeto è storicamente legata alle produzioni rurali grazie al Fiume Simeto, serbatoio idrico naturale che permette alla sorgive di sgorgare sulla sinistra idraulica del fiume e alle condizioni pedologiche e climatiche dell’ennese. Le Vie del Grano verso Enna, la ex Tratta Ferroviaria Motta Regalbuto – ex Ferrovia delle Arance – sono segni tangibili della storia legata alle produzioni rurali dell’Area. La crisi del comparto agricolo, con particolari situazioni di emergenza nel settore agrumicolo, orticolo e in quello zootecnico, è però oggi manifesta sul territorio. A Centuripe è emerso come il basso tasso di aree coltivate (solo il 32% del territorio è utilizzato per scopi agricoli) stia causando un depauperamento del suolo; la stessa condizione, congiunta alla perdita dei terrazzamenti etnei, si può riscontrare anche negli altri due comuni dell’area progetto, nonché nell’area strategica. Il dissesto idrogeologico, le piene del Fiume nelle stagioni piovose e la siccità nelle stagioni aride, le inefficienze irrigue e gli alti costi da sostenere scoraggiano le attività agricole. L’importazione degli alimenti – spesso di qualità scadente e di provenienza incerta – commercializzati attraverso la grande distribuzione è legata alla diffusione di malattie cronico-degenerative (patologie dell’alimentazione, con preoccupanti livelli nelle fasce infantili e adolescenziali). Tutto ciò impone un ragionamento complessivo sul ri-uso delle aree rurali abbandonate, incolte, spesso oggetto di discariche abusive, dove si percepisce maggiormente il più volte citato “senso di insicurezza nelle campagne”, che potrebbero piuttosto rappresentare un’opportunità di riscatto per la Valle. Relazioni frammentate. E’ stata evidenziata la poca capacità di fare rete tra gli operatori agricoli locali, che difficilmente riescono a creare strutture cooperative abili e stabili. E’ stato riportato, infatti, come il sistema agricolo locale, a fronte della elevata vocazione del territorio per le produzioni di qualità (Arancia rossa IGP, Olio Monte Etna DOP, Ficodindia dell’Etna DOP, Pistacchio di Bronte, Fragola di Maletto, Pesca di Maniace, etc.) e dell’incredibile patrimonio di biodiversità e di tradizioni – testimoniato dall’alta percentuale di aree protette (25,1%, la più alta tra le AI siciliane e rispetto alla media regionale e nazionale stessa), da manufatti di pregio (sia manufatti dell’artigianato locale – è stata più volte segnalata la vocazione di Centuripe in tal senso – sia infrastrutture rurali quali masserie, mulini, saie, etc.) – a eccezione di poche esperienze virtuose, è molto frammentato, poco organizzato nell’approccio al mercato, carente dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione, non vi è un collegamento organico tra le aziende e il mondo dell’assistenza tecnica e della ricerca scientifica, le filiere non sono organizzate per assicurare una qualità costante e una rintracciabilità delle produzioni. Emblematico è il caso del comparto degli agrumi, prodotti di elevatissima qualità che però, a causa dei numerosi passaggi lungo la filiera, vengono pagati agli agricoltori a prezzi così bassi da costringerli ad abbandonare queste produzioni. L’esperienza del Biodistretto è un primo tentativo di risposta a queste problematiche. L’elevata percentuale di disoccupazione giovanile (56,18% a Centuripe, 49,32% ad Adrano, 40,67% a Biancavilla; fonte: ISTAT 2011), l’emigrazione dei giovani in cerca di lavoro, la presenza di nuovi abitanti della Val Simeto (la variazione % di popolazione straniera residente è pari a 281,8 – la più alta rispetto alle medie regionali e nazionali) impone un ragionamento su approcci integrati in grado di sostenere le giovani generazioni, l’inserimento socioeconomico dei migranti e al contempo promuovere nuovi trends sostenibili per migliorare l’economia locale siciliana, a partire dalla produzioni proprie della aree rurali. 4. Risultati attesi e proposte di azione Riuso e valorizzazione del sistema rurale della Val Simeto. Per consentire il riuso e la valorizzazione del sistema rurale si prevedono due tipi di azioni: -itinerari rurali, sentieri ri-naturalizzati, segnaletica e attrezzature leggere realizzate con materiali locali – in una porzione pilota di territorio compresa tra le stazioni di Carcaci e Mandarano – che connettano terreni agricoli, aree protette, borghi, a partire dall’esperienza in corso di Stazioni Unite del Simeto (SUdS). Questa 10 porzione sperimentale di itinerari, auspicabilmente replicabile a scala di Valle, è atta a catalizzare la tutela attiva del territorio attraverso la fruizione responsabile dei tessuti rurali; – una carto-guida della Val Simeto – si tratta di costruire con i produttori dell’area una mappatura dei manufatti fisici e del patrimonio immateriale da porre a base di un Piano di Sviluppo delle Potenzialità Rurali. L’esito di questo percorso sarà sintetizzato in una carto – guida della Val Simeto – in formato digitale e cartaceo – contenente indicazioni sugli itinerari identitari da esplorare immergendosi nel territorio, le aziende agricole multifunzionali che offrono vitto e alloggio, gli artigiani che offrono prodotti peculiari non rintracciabili su altri mercati, etc. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare le relazioni locali nell’atto di produzione della carto-guida stessa – come appreso a margine dell’esperienza di Mappatura di Comunità; dall’altro, far emergere le peculiarità e potenzialità dell’Area nell’accogliere i visitatori. Pianificazione del cibo come pratica di innovazione sociale – Cittadinanza alimentare Nell’ambito di questo sistema di azioni, si intende ricomporre il mosaico delle relazioni frammentate, attraverso il seguente sistema di azioni che intende ricucire le trame rurali non sono in senso fisico (Itinerari e mappature), ma anche in senso cooperativo: – definizione di un Bilancio Alimentare Locale per costruire la strategia di posizionamento delle produzioni rurali sui mercati locali (con particolare attenzione al servizio mensa da realizzare con la Rete di Scuole e alle forniture mense del Punto di Salute). Il Bilancio Alimentare Locale rappresenta uno strumento di pianificazione partecipata (Piano del Cibo) del sistema agroalimentare che può consentire importanti ricadute in termini di individuazione delle eccellenze agroalimentari locali, della localizzazione dei terreni agricoli abbandonati, della agevolazione dell’accesso dei giovani alla terra, della tutela della biodiversità, di programmi di educazione alimentare nelle scuole e di attività di ricerca scientifica partecipata. La stessa analisi dovrà servire alla creazione di un marchio unico di garanzia corredato da disciplinari di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti, nonché dei servizi ricettivi offerti dalle aziende multifunzionali, a partire dall’esperienza in corso del Biodistretto;- realizzazione di un paniere di prodotti alimentari e artigianali da offrire attraverso un’unica organizzazione (Rete di Imprese) sui mercati locali, nazionali e internazionali che può rappresentare un importante punto di partenza per l’organizzazione degli itinerari turistici che possono trovare nelle aziende individuate i propri punti di informazione, snodo e fornitura di servizi (accoglienza, ristorazione, parcheggio, affitto biciclette o cavalli, etc.). Innovazione e opportunità di lavoro inclusive nelle aree rurali. Realizzazione di due FabLabSimetoRuralLabs, luoghi attrezzati con macchinari specifici che consentano, da un lato, di realizzare processi innovativi di produzione, trasformazione, packaging – con attenzione alla riduzione degli imballaggi – e per il riuso e riciclo dei materiali provenienti dal ciclo dei rifiuti; dall’altro, incubatori d’impresa per start-up e accelerazione di imprese giovanili, attraverso percorsi formativi per adulti, in collaborazione con la Rete di Scuole. Le possibili strutture individuate per tali scopi sono le ex stazioni di Carcaci e Mandarano, lungo la tratta dell’ex ferrovia delle arance dove è già in atto il recupero di un altro manufatto dismesso, la Stazione di San Marco, nell’ambito del Progetto Stazioni Unite del Simeto. Si tratta, nello specifico, di poli di ricerca e avanzamento tecnologico, gestiti con centri di competenza accreditati, (come il CNR o le Università) e di incubatori di impresa, volti ai settori agricolo, ai nuovi usi della terra, delle acque (con riferimento in particolare ai programmi di formazione con gli agricoltori in merito agli aspetti irrigui) e dei rifiuti (con riferimento in particolare al riutilizzo della materia e il recupero della frazione residuale). L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti con maggiore difficoltà, con attenzione a giovani generazioni e migranti, che verranno supportati, con attività formativa, nell’avviare nuove iniziative imprenditoriali e nella ricerca di finanziamenti sia agevolati che ordinari. Ambito tematico Risultati attesi Indicatori Azioni SISTEMI AGROALIMENTARI E SVILUPPO LOCALE Riuso e valorizzazione del sistema rurale della Val Simeto (PSR Sicilia – T22) Popolazione che beneficia di migliori servizi/infrastrutture – Itinerari rurali – Mappatura dei Produttori e Piano di Sviluppo delle Potenzialità Rurali dal Basso Cittadinanza alimentare (PSR Sicilia – T22) Popolazione che beneficia di migliori servizi/infrastrutture – Studi per il Bilancio Alimentare Locale e per il marchio unico di garanzia 11 Innovazione e opportunità di lavoro inclusive nelle aree rurali Aumentare l’occupazione dei giovani, dei migranti e rafforzamento dell’economia sociale (Cod. 6.19) Tasso di occupazione giovanile (15-29) per genere – FabLab – SimetoRuralLabs Innovazione – Incubatore d’Impresa – Inserimento lavorativo di soggetti con difficoltà – Micro-credito (Cod. 6.20) Imprenditorialità giovanile per genere (Cod. 6.23) Tasso di occupazione della popolazione straniera per genere (15-64 anni) (Cod. 6.25) Imprese e istituzioni non profit che svolgono attività a contenuto sociale 4.2 Tutela del territorio e Comunità locali – Valle della Legalità, Valle della gestione virtuosa di acqua e rifiuti 1. Acque: Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze Il Fiume e l’acqua, per il loro valore simbolico e funzionale, sono percepiti come punto di partenza della filiera cognitiva: alla risorsa idrica sono associate le origini e la vita delle comunità insediate lungo il corso del Fiume Simeto, filo conduttore delle culture locali, intorno alla tutela del fiume la comunità ha trovato coesione e visione per il futuro dell’area. E’ condivisa la consapevolezza che l’acqua vada intesa come bene comune e l’imprescindibile necessità di una gestione virtuosa in virtù di un principio di legalità. E’ condivisa la necessità di razionalizzarne la captazione, l’uso e il deflusso, specialmente con riferimento alle funzioni irrigue, oltre che essere condivisa la necessità di rispetto e cura verso gli ecosistemi fluviali. E’ percepita come cruciale inoltre la gestione responsabile delle alluvioni e del dissesto idrogeologico, tanto in ambito urbano quanto extraurbano. Durante l’esperienza di Mappatura, la comunità ha prodotto la Carta delle Acque, una mappa tematica che ha consentito di raccogliere informazioni qualitative, attraverso storie orali – geolocalizzate su carte tecniche opportunamente predisposte a raccogliere contributi non esperti – in merito ai cosiddetti “valloni scomparsi, sorgenti scomparse, valloni inquinati”, con riferimento allo stravolgimento del territorio a seguito di opere di cementificazione, sfruttamento della risorsa e mancato funzionamento dei depuratori. La memoria e la percezione sul tema delle acque sono state oggetto di riflessione collettiva grazie alla costruzione stessa della Carta. Nel 2015 il Laboratorio del Patto di Fiume Simeto ha censito le criticità idrauliche cioè le aree soggette ad allagamento presenti nei tessuti urbani dei Comuni del Patto. In questa fase è stato rilevante il confronto con alcuni agricoltori che hanno subito danni a causa delle esondazioni del Fiume Simeto. Inoltre, sono in corso rapporti di collaborazione tra Patto di Fiume Simeto, Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità per un Protocollo nel merito del Piano di Gestione del rischio Alluvioni e del Piano di Gestione del Distretto Idrografico. 2. Dati rilevanti Dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) redatto dalla Regione Siciliana (Bacino Idrografico del Fiume Simeto – 094) si evince come nell’Area Progetto le superfici soggette a dissesto idrogeologico superino i 1000 ha. Di queste, 912 ha sono localizzati nel Comune di Centuripe, per un’estensione pari al 5% dell’intero territorio comunale. Particolare attenzione merita dunque il problema dei fenomeni di dissesto che si realizzano sui versanti a seguito di eventi meteorici e che compromettono la mobilità extra-urbana. Un caso emblematico è costituito dal territorio di Centuripe, in cui le strade di accesso sono affette da fenomeni di dissesto del fondo stradale verosimilmente a causa di una non adeguata regimentazione delle acque meteoriche e del conseguente formarsi di processi franosi. 3. Elementi emersi dalla fase di scouting Lo scouting sul tema acqua è stato condotto coinvolgendo soggetti diversi: ricercatori, agricoltori e abitanti. Questa eterogeneità ha portato ad individuare necessità e desideri molto precisi, dunque aree di azione specifiche: (3.1) necessità di integrare il quadro conoscitivo del PAI per affrontare le questioni legate alle acque in modo efficace ed efficiente ; problemi legati alla quantità delle acque, con particolare attenzione, da un lato ad alluvioni e frane (3.2) che interessano sia i centri abitati sia il territorio extra-urbano, con danni sia ai fondi agricoli sia alle infrastrutture lineari di trasporto; dall’altro, a problematiche di approvvigionamento e in particolare sovra-sfruttamento della risorsa idrica superficiale e sotterranea, riduzione della portata vitale del fiume, scarsità idrica e siccità (3.3); problemi legati alla qualità delle acque a causa di una perdita delle funzionalità ecologiche del fiume, della scarsa efficienza delle reti fognarie, dei depuratori, e dello sversamento di acque reflue sia urbane sia irrigue, queste ultime cariche di 12 fertilizzanti e pesticidi, nei corpi idrici (3.4); problemi legati a disponibilità e costi delle acque irrigue (3.5) che vessano gli agricoltori. E’ stato altresì messo a fuoco come la cittadinanza tutta (bambini, famiglie, agricoltori) vada coinvolta per aumentare la consapevolezza e la sensibilizzazione per un uso responsabile della risorsa idrica. La necessità è quella di arrestare l’attuale traiettoria di perdita di biodiversità, specialmente nei tratti in cui il Fiume non raggiunge la propria portata minima vitale per consentire una progressiva ricostituzione degli ecosistemi autoctoni. Inoltre, il rischio idrogeologico, il progressivo abbassamento dei livelli di falda con conseguente aumento dei costi ambientali ed economici per l’irrigazione, l’evidente diminuzione della qualità delle acque, impongono un ragionamento urgente nel merito di azioni progettuali mirate. Altri dettagli sono stati ascoltati sul tema. Per esempio, per le questioni riguardanti il depauperamento della risorsa idrica, è stato riportato il caso del Comune di Adrano, rifornito prevalentemente mediante acque provenienti dalla galleria drenante “Ciapparazzo”, in cui si evidenzia un abbassamento del piano di falda (questione estendibile verosimilmente al Comune di Biancavilla e ad altri comuni dell’area strategica). Per le questioni riguardanti il dissesto idrogeologico e i conseguenti danni alle infrastrutture lineari di trasporto, specialmente in territorio extraurbano, è stato messo in evidenza più volte il caso di Centuripe. Nel merito della questione riguardante i depuratori Comunali, per esempio ad Adrano il depuratore funziona per circa 10.000 abitanti, mentre dovrebbe coprire il fabbisogno di circa 36.000 abitanti (nel merito: esiste un progetto preliminare di adeguamento con uno stanziamento di circa 7 mln euro per l’intervento mediante finanziamenti CIPE). 4. Risultati attesi e proposte di azione Sono stati proposti sistemi di azioni sia strutturali sia non strutturali. In particolare, le azioni strutturali sono così articolate: (4.1) Miglioramento del quadro conoscitivo del rischio idrogeologico del territorio al fine di integrare le informazioni presenti nei documenti di pianificazione regionale (PAI, PGRA), attualmente carenti. Tale azione è propedeutica all’individuazione delle aree potenzialmente oggetto di intervento e alla redazione di uno studio di fattibilità degli interventi individuati, conditio sine qua non per l’accesso ai finanziamenti POFESR. Lo stesso Piano di Gestione del Rischio Alluvioni della Regione Siciliana, adottato dalla Giunta Regionale di Governo, con deliberazione n. 326 del 23 dicembre 2015, prevede, tra le azioni di prevenzione, il “miglioramento dei modelli di valutazione di pericolosità e del rischio” al fine di integrare il quadro conoscitivo, gli studi e gli strumenti già redatti dal Piano di Assetto Idrogeologico. In particolare, si reputa cruciale uno studio di dettaglio preliminare alla realizzazione delle opere infrastrutturali, al fine di ottimizzarne la distribuzione sul territorio. Quest’azione si reputa strategica anche al fine di consentire il miglioramento della mobilità urbana in occasione degli eventi meteorici, poiché consentirebbe di individuare con maggior dettaglio e organicità le criticità che impediscono le condizioni di accesso alle infrastrutture di servizio (es. edifici scolastici e strutture socio-sanitarie). (4.2) (4.3) (4.4) Adeguamento dei sistemi di drenaggio tradizionali (es. fognatura bianca) e loro integrazione con infrastrutture di ritenzione “blu” o “verdi” (es. trincee drenanti, bacini di infiltrazione, raingardens, tetti verdi, sistemi di riuso delle acque piovane, etc.) in attuazione del principio di invarianza idraulica; sistemazione di versante mediante tecniche di ingegneria naturalistica (es, prati armati, viminate e/o graticciate, ripristino dei muri a secco, bio-stuoie, etc.) e adeguamento idraulico delle intersezioni tra il reticolo stradale e quello idrografico; manutenzione straordinaria del reticolo idrografico, rinaturalizzazione delle fasce di pertinenza fluviale in alcuni tratti del sistema idrografico Salso-Simeto, inserimento di infrastrutture verdi finalizzate ad incidere su fattori critici (formazione di piene e innesco di colate detritiche), mediante l’inondazione controllata in caso di alluvione. (4.5) Programmi di formazione con gli agricoltori per il miglioramento dell’efficienza irrigua e introduzione di metodologie innovative per la razionalizzazione del calendario irriguo (irrigationschedulingo deficit irrigation). Aumento della capacità di accumulo a scala aziendale o consortile. Introduzione di colture meno idroesigenti (da coordinare con il Tavolo Agricoltura); inserimento di apposite cisterne di raccolta e riuso, che producono benefici anche in termini di rischio idrogeologico. Le azioni non strutturali fanno riferimento alla tutela attiva del territorio attraverso il pieno coinvolgimento delle comunità locali. In particolare si propongono i seguenti interventi: sensibilizzazione sul tema acque (3.6), anche in un contesto di cambiamenti climatici, focalizzando l’attenzione su un uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica e prevenzione, preparazione e protezione dai rischi di alluvione e di frana. In particolare: programmi di sensibilizzazione e di ricerca-azione per gli studenti della Rete di Scuole presenti nell’area progetto, con particolare riferimento agli studenti degli Istituti Tecnici Superiori; 13 programmi di formazione con gli agricoltori presenti nell’area progetto, mirati sia all’uso sostenibile della risorsa idrica, sia all’incremento della consapevolezza anche in termini di rischio idrogeologico etc.; programmi di sensibilizzazione e di ricerca-azione con la cittadinanza nel suo complesso, attraverso l’istituzione di un gruppo di cittadini osservatori – supportati da esperti – per il rilievo diffuso dei fattori di rischio con il coinvolgimento di associazioni/imprese culturali. Tali attività si svolgeranno in massima parte in uno dei RuralLabs. Ambito tematico Risultati attesi Indicatori Azioni TUTELA ATTIVA DEL TTERRITORIO E COMUNITA’ LOCALI Messa in sicurezza da frane e alluvioni, anche per migliorare la mobilità urbana ed extraurbana. Ripristino della funzionalità ecologica, riqualificazione e rinaturalizzazione degli ambienti fluviali Riduzione del rischio idrogeologico – (Cod. 4.1) Popolazione dell’area esposta a rischio frane – (Cod. 4.2) Popolazione dell’area esposta a rischio alluvione – Miglioramento dei Quadri conoscitivi – Adeguamento sistemi di drenaggio tradizionali – Sistemazione di versante mediante tecniche di ingegneria naturalistica – Rinaturalizzazione delle fasce di pertinenza fluviale in tratti significativi e inserimento di infrastrutture verdi finalizzate a incidere sui fattori critici Uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica e incremento della consapevolezza – (Indicatore FSE CR 03) % Partecipanti che ottengono la qualifica alla fine della partecipazione all’intervento Programmi di formazione con gli agricoltori per il miglioramento dell’efficienza irrigua [presso i SimetoRuralLabs – cfr. Tavolo Agricoltura] Incremento della consapevolezza dei cittadini sia sui temi della prevenzione, preparazione, protezione dai rischi di alluvione e frana, sia sull’uso responsabile delle risorse Rafforzamento della partecipazione attiva dei cittadini allo sviluppo sociale ed economico dei territori – (Indicatore FSE SR7) Quota di giovani qualificati presso i percorsi di istruzione tecnica e professionale e di istruzione formazione tecnica superiore sul totale Programmi di formazione e di ricercaazione per gli studenti della Rete di Scuole della Val Simeto [cfr. Tavolo Istruzione] – (Cod. 6.26) Cittadini che partecipano attivamente alla progettazione Programmi di sensibilizzazione e di ricerca-azione con la cittadinanza nel suo complesso (cittadini osservatori) [presso i SimetoRuralLabs – cfr. Tavolo Agricoltura] 1. Rifiuti: Centralità del tema nella Filiera Cognitiva ed Esperienze Il tema dei rifiuti è molto sentito sul territorio, come dimostra per esempio l’esperienza del Comitato Civico Salute-Ambiente nato nel 2005 per contrastare gli insediamenti produttivi altamente inquinanti sul territorio di Adrano e, più in generale, l’esperienza di tutto il movimento di protesta/proposta contro l’inceneritore nella Valle del Simeto, verso percorsi altri di gestione del ciclo dei rifiuti. 2. Elementi emersi dalla fase di scouting In questi anni i ritardi gestionali su vari livelli hanno condotto il sistema a un vero e proprio collasso. Il ricorso a discariche è ancora il mezzo più usato per lo smaltimento del rifiuto con tutte le conseguenze negative di carattere ambientale ed economico. Il ruolo dei sindaci e dei consigli comunali viene quasi sempre condizionato dai costi esistenti in materia di rifiuti. Micro-discariche abusive diffuse e denunce sulla gestione illecita del ciclo dei rifiuti aggravano il quadro. Le proposte che qui sono avanzate tengono conto sia del livello di maturazione del dibattito sul territorio sia della sostenibilità economica affrontabile da ogni singola comunità. La sensibilità sul tema è testimoniata dall’adesione alla Strategia Rifiuti Zero da parte dei comuni di Biancavilla e Adrano. Il Comune di Adrano sta conducendo anche una sperimentazione sullo smaltimento dei rifiuti umidi (la produzione annua è 2.600 tonnellate) attraverso un impianto di vermicompostaggio che produrrà un risparmio nello smaltimento della frazione umida, perché intercettata prima del suo conferimento quale rifiuto, di circa 30.000 euro annui. Inoltre il comune di Centuripe, insieme al Comune di Regalbuto, ha costituito A.R.O autonomo e, tra il 2015 e il 2016, ha costituito la SAES srl, società interamente pubblica. Il servizio è quindi gestito in house. 14 3. Risultati attesi e proposte di azione La Val Simeto verso Rifiuti Zero. Liberare la Val Simeto dai rifiuti, che ancor oggi si ritrovano per le strade nonostante i tentativi di affrontare la questione con approccio sperimentale, è considerata condizione necessaria per la buona riuscita di tutta la strategia. Il sistema attuale soffre ancora di una normativa incerta. Non sono stati autorizzati i centri di compostaggio previsti, non sono state costituite le SRR e soprattutto è ancora predominante il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento primario. Il territorio, pertanto, vuole valorizzare, nel pieno rispetto delle vocazioni territoriali, tutte le possibilità di riuso e di riciclo dello scarto sia organico che inorganico e avviare, laddove non ci sono ancora soluzioni scientificamente ed economicamente sostenibili, studi e ricerche utili al suo reimpiego nel territorio Simeto- Etna, al fine di ottenere il 100% di materia da reimpiegare nei processi produttivi e nei sistemi di riequilibrio del suolo. Le forme di bio-digestione anaerobiche largamente praticate sono state viste con una certa riluttanza in quanto, essendo di grande e grandissime dimensioni non hanno offerto le dovute garanzie di basso impatto ambientale e di filiera corta dello scarto organico. Le forme di digestione anaerobica che possono invece soddisfare questi requisiti sono quelli possibili nell’ambito della micro-cogenerazione; questi impianti, infatti, essendo di piccola taglia (fino a 50kWe) e potendo ricevere al massimo il rifiuto organico 10.000/12.000 abitanti, possono essere adottati anche dai Comuni di piccola dimensione. Inoltre, grazie alla produzione di energia elettrica possono assicurare entrate pari a 70/75.000 euro l’anno. Altro lato positivo è che per la parte relativa al trattamento dell’organico occorrono solo delle autorizzazioni provinciali, mentre per la parte energetica sono sufficienti delle procedure semplificate, come espressamente previsto dalla legge, e non hanno bisogno di valutazione di impatto ambientale. Condizione essenziale è comunque che vi sia una raccolta differenziata porta a porta. A tal fine, si intende attuare un sistema integrato di interventi. Da un lato, si intendono realizzare progetti per migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti per i quali non si chiede finanziamento. Oltre a impianti di vermicompostaggio – a partire da quello in realizzazione ad Adrano – si auspica di realizzare, quale intervento pilota, la bio-digestione anaerobica di piccola taglia per i tre Comuni dell’Area Progetto SNAI con impianti di micro-cogenerazione. Tale azione prevede che siano le stesse autorità comunali a realizzare e gestire i benefici delle produzioni connesse alla bio-digestione sia in termini di produzione elettrica che di trattamento dei rifiuti. Gli strumenti autorizzativi sono quelli previsti per la micro-cogenerazione. A integrazione degli impianti di bio-digestione, si prevedono anche gli impianti complementari di vermicompostaggio (come è già in fase di sperimentazione ad Adrano), e la realizzazione di impianti di trattamento, sistemi di stoccaggio e piattaforme logistiche. Si intende inoltre realizzare un centro per il riutilizzo della materia e il recupero della frazione residuale – in esso troverà spazio anche il riciclo creativo, in sinergia con gli operatori culturali. Tale centro sarà occasione per avviare percorsi di micro-imprenditoria locale giovanile potenzialmente volta alla messa a valore di scarti di varia natura, al fine di creare e sostenere la nascita di cooperative sociali nel territorio. Si intende inoltre promuovere programmi di formazione, sensibilizzazione e monitoraggio partecipato delle micro-discariche diffuse (mappatura partecipata + programmi specifici nelle scuole + programmi specifici con gli agricoltori, con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste). Ambito tematico Risultati attesi Indicatori Azioni TUTELA ATTIVA DEL TERRITORIO E COMUNITA’ LOCALI Economia circolare dai rifiuti Ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani (Cod. 4.9) Rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata in percentuale sul totale dei rifiuti – Costruzione digestori comunali e modulari di piccola taglia con frazione finale aerobica per compost di qualità – Realizzazione di un centro di riuso – Costruzioni piattaforme (non organico) per il conferimento dei rifiuti urbani e degli imballaggi commerciali ed industriali – Impianto sperimentale di vermi-compostaggio – Centro di ricerca per il recupero della parte residuale della frazione organica del rifiuto da allocare negli stessi locali dei SimetoRuralLabs 15 Incremento della consapevolezza dei cittadini sul tema delle micro-discariche diffuse Rafforzamento della partecipazione attiva dei cittadini allo sviluppo sociale ed economico dei territori (Indicatore FSE SR7) Quota di giovani qualificati presso i percorsi di istruzione tecnica e professionale e di istruzione formazione tecnica superiore sul totale – Programmi di formazione e di ricerca-azione per gli studenti della Rete di Scuole della Val Simeto (Cod. 6.26) Cittadini che partecipano attivamente alla progettazione – Osservatorio Partecipato Rifiuti (O.P.Ri.) da allocare negli stessi locali dei SimetoRuralLabs 4.3 Risparmio energetico e filiere locali di energia rinnovabile 1. Centralità del tema nella Filiera Cognitiva Il tema dell’energia chiude il cerchio in merito alla gestione responsabile delle risorse. Nell’ambito del Patto dei Sindaci, gli enti locali sono stati richiamati a un’assunzione di responsabilità e sollecitati ad agire prima di tutto sugli edifici pubblici al fine di avviare concretamente il percorso verso la riduzione del 20% delle emissioni al 2020. I Comuni dell’Area Strategica sono firmatari del Patto dei Sindaci. In merito all’Area Progetto: Adrano e Centuripe hanno adottato i PAES rispettivamente nel 2014 e nel 2016, mentre Biancavilla deve ancora adottarlo in Consiglio. Tra gli edifici pubblici, le scuole sono rappresentative per le giovani generazioni che si troveranno a dover gestire l’eredità di un passato energivoro. Dalle scuole si intende partire per lavorare sul risparmio energetico e sulle filiere locali di energia rinnovabile. La visione strategica è però ben più ampia. L’area, infatti, a margine di un approfondimento sulle buone pratiche attecchite in altri contesti, mira alla massimizzazione della produzione di energia da fonti rinnovabili al fine di costruire una economia circolare basata su autoproduzione, redistribuzione della ricchezza e consapevolezza delle risorse. 2. Elementi emersi dalla fase di scouting E’ emerso il bisogno di una migliore e più approfondita caratterizzazione della Valle del Simeto in chiave energetica, per cui è necessario costruire un piano strategico unitario per l’Area che consenta di dare attuazione alla visione comune finora elaborata. Occorre, in particolare, ricondurre le politiche energetiche dei tre Comuni a un’unica strategia di intervento e di attuazione dei contenuti dei PAES e di ulteriori misure di contenimento dei consumi esistenti e di sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Al fine della costruzione di tale piano, sono state messe a fuoco due pre-condizioni da rispettare: 1) massima trasparenza nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in virtù di quel principio di legalità già enunciato in merito al tema delle acque e dei rifiuti; 2) impianti – con particolare riferimento al fotovoltaico – collocati in modo da non ridurre la superficie agricola utile (SAU) della Valle. E’ stato inoltre messa in evidenza la possibilità di valutare, nella costruzione delle politiche energetiche dell’Area, l’opportunità di una richiesta di deroga normativa finalizzata all’attuazione di un possibile modello di generazione di energia elettrica diffusa, basato su un sistema di distribuzione chiuso (in Italia, infatti, la legge numero 99/09 non consente ai comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti di produrre energia elettrica in un posto e il consumo in posto diverso da dove l’energia è stata prodotta, anche se di proprietà della stessa persona). 3. Risultati attesi e proposte di azione Verso una caratterizzazione energetica dell’Area. Una strategia unitaria di azione sul tema, indicata nello scouting, richiede, innanzitutto, un Piano Energetico della Valle del Simeto, con focus su Adrano, Biancavilla e Centuripe. Sui tre Comuni dell’Area Progetto si potranno quindi implementare sperimentazioni pilota, con l’obiettivo di pervenire a una progressiva autoproduzione – trasparente e responsabile – di energia da fonti rinnovabili per il fabbisogno dell’area, puntando sulla realizzazione di impianti di piccola taglia che non determinino consumo del suolo. Il Piano potrà guidare l’individuazione di azioni mirate alla riduzione dei consumi energetici attuali e alla massimizzazione della produzione di energia elettrica in funzione della caratterizzazione energetica dell’area, dei fabbisogni e delle potenzialità. In tal sede, si potrà valutare anche l’opportunità di realizzare reti di distribuzione elettriche chiuse che, se estese per tutta l’Area Progetto. 16 Al contempo, si mira a incentivarel’uso di mezzi elettrici attraverso un piano organico con punti di ricarica/accumulo dell’energia. In questa cornice, si intende inoltre attuare il più possibile quanto già programmato nei PAES intervenendo, inizialmente, con progetti pilota su edifici pubblici (principalmente scuole, struttura sanitarie e uffici della P.A.) per la riduzione di consumi di energia primaria, attraverso interventi sull’involucro edilizio, o l’installazione di impiantistici per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché azioni volte alla riduzione dei consumi energetici della rete di illuminazione pubblica attraverso installazione di sistemi automatici di regolazione, senza, infine, trascurare attività di sensibilizzazione sull’uso razionale delle fonti energetiche e sui cicli di produzione/distribuzione/consumo dell’energia, a partire dalla Rete di Scuole della Val Simeto con attività di ricerca-azione. Ambito tematico Risultati attesi Indicatori Azioni RISPARMIO ENERGETICO E FILIERI LOCALI DI ENERGIE RINNOVABILI Economia circolare dell’area e ridistribuzione locale delle risorse. Verso una caratterizzazione energetica dell’area. Incremento della quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita (Cod. 7.5) Produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili – Piano Energetico della Valle del Simeto (Cod. 7.8) Riduzione emissioni di CO2 – Interventi per favorire il ricorso a mezzi di trasporto elettrici Riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche ed integrazione di fonti rinnovabili (Cod. 7.2) Consumi di energia elettrica della Pubblica Amministrazione per Unità di lavoro – Interventi sull’involucro edilizio, interventi impiantistici e installazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili. (Cod. 7.3) Consumi di energia elettrica per illuminazione pubblica per superficie dei centri abitati – Interventi per la riduzione dei consumi energetici della rete di illuminazione pubblica attraverso installazione di sistemi automatici di regolazione (Vedi scheda di dettaglio) Incremento della consapevolezza dei cittadini sul tema del risparmio energetico (Indicatore FSE SR7) Quota di giovani qualificati presso i percorsi di istruzione tecnica e professionale e di istruzione formazione tecnica superiore sul totale – Programmi di formazione e di ricerca-azione per gli studenti della Rete di Scuole della Val Simeto [cfr.Tavolo Istruzione] Rafforzamento della partecipazione attiva dei cittadini allo sviluppo sociale ed economico dei territori (Cod. 6.26) Cittadini che partecipano attivamente alla progettazione – Programmi di sensibilizzazione e di ricercaazione con la cittadinanza nel suo complesso (cittadini osservatori) [cfr. SimetoRuralLabs – Tavolo Agricoltura] 4.4 Scuola (Apprendimento permanente) Learning Valley — Scuola come presidio di difesa Sociale 1. Sistema scolastico dell’area L’Area Progetto si colloca tra due ambiti territoriali: Adrano e Biancavilla fanno riferimento all’Ufficio VII (Catania), mentre Centuripe all’Ufficio VI (Enna e Caltanissetta). Gli istituti scolastici presenti sono 17 in totale, di cui 5 circoli didattici (in 13 plessi), 4 istituti comprensivi (in 16 plessi), 2 scuole secondarie di primo grado, 6 istituti secondari di secondo grado, di cui 5 hanno sede anche ad Agira, Bronte, Belpasso e Paternò (gli ultimi due sono comuni dell’Area Strategica); gli indirizzi di istruzione secondaria presenti sono 16 in totale. Il numero medio di alunni per scuola per le scuole primarie e secondarie di primo grado è circa il doppio rispetto alla media regionale. La percentuale di classi a tempo pieno, sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo grado, è inferiore alla media sia regionale che nazionale. I risultati dei test INVALSI mostrano livelli di apprendimento di molto inferiori alla media e decisamente preoccupanti. 17 2. Elementi emersi dalla fase di scouting Spazi e strutture carenti. Gli edifici scolastici della Val Simeto soffrono per le condizioni carenti sia in termini di sicurezza, vivibilità e di condizioni strutturali degli edifici, sia in termini di sovraffollamento, sia in termini di condizioni bioclimatiche. Mancano le strutture adeguate alla didattica in evoluzione, mancano le mense (il 70% di scuole ha riportato la mancata erogazione del servizio cui sopperiscono le famiglie, spesso con pranzi consumati in classe) e le attrezzature per consentire la piena fruizione della scuola anche in orari pomeridiani. Condizioni sociali critiche che emergono a scuola. Grazie al percorso di scouting è stato possibile mettere a fuoco come la scuola sia il luogo nel quale rilevare i sintomi di un tessuto sociale in sofferenza. Tra i sintomi di tali disagi, il fenomeno della dispersione scolastica è emerso come cruciale e da contrastare con urgenza, con percentuali che oscillano tra il 2% e il 5% per la scuola primaria e secondaria di primo grado e crescono fino al 15% per la scuola secondaria di secondo grado. Accanto alla necessità di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, è emersa la necessità di affrontare problematiche e disagi che investono bambini e adolescenti, ma spesso anche i genitori, così come rilevato dagli operatori scolastici e dalle figure professionali specialistiche, quali psicologi e assistenti sociali, sulla base della propria esperienza sul campo. I dati critici, riportati dai 11 Dirigenti Scolastici su 17, in merito a Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES) riguardano il 4,5% della popolazione studentesca censita (302 certificati su 6608 studenti), con alcuni picchi critici: un Circolo Didattico dell’Area in cui sono presenti 98 casi certificati BES (di cui 24 DVA, 70 con svantaggio, 4 DSA) su un totale di 743 studenti (12%) e un Istituto di Istruzione Superiore in cui sono presenti 14 BES, di cui 8 con gravità, su un numero complessivo di studenti pari a 82 (17%). I Dirigenti commentano che, tra le diverse ragioni da associare al fenomeno, la principale è lo svantaggio sociale, economico e culturale che, nel corso degli anni scolastici, ha inficiato gli apprendimenti di numerosi alunni. Oltre ai dati su BES e DSA sono state riportate altre informazioni critiche: patologie legate all’alimentazione (obesità infantile); difficoltà di dialogo tra insegnanti e genitori; diffidenza di questi ultimi nel consentire l’emersione e il trattamento dei problemi familiari di cui alcuni tipi di BES sono spesso un sintomo; comportamenti adolescenziali a rischio, in particolare legati alla sfera della sessualità. Rispetto a quest’ultimo punto, come emerso dai tavoli di ascolto, si registra nel territorio una preoccupante crescente presenza di nuovi nati da genitori adolescenti: nel 2015 nel Comune di Adrano si sono avuti 11 casi su 226 nascite registrate all’ufficio anagrafe, mentre a Biancavilla 4 su 140. Inoltre, è emerso come molti studenti – al di là dei certificati BES DSA – siano privati della possibilità di apprendere e sviluppare capacità – quali motivazione, autostima, affermazione dei propri obiettivi – e attitudini relazionali. Gli studenti con queste problematiche vivono per la maggior parte in famiglia in condizioni di povertà socio-economica. Relazioni frammentate, sia tra scuole sia tra sistema scolastico e territorio. Il territorio presenta una forte parcellizzazione degli indirizzi. Ad Adrano sono presenti il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Linguistico, il Liceo Scienze Applicate, il Liceo Scienze Umane, il Liceo Economico Sociale, l’Istituto Tecnico indirizzo Amministrazione, l’Istituto Tecnico indirizzo Finanza e Marketing, l’Istituto Tecnico indirizzo Costruzione, Ambiente e Territorio, l’Istituto Tecnico indirizzo Grafica e Comunicazione, l’Istituto Tecnico indirizzo Turismo, l’Istituto Tecnico indirizzo Istruzione Degli Adulti (IDA), il Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale. A Biancavilla sono presenti il Liceo Scienze Umane, l’Istituto Tecnico Tecnologico; l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato. A Centuripe è presente l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Particolarmente debole è il rapporto tra scuola e territorio per l’I.C. Ansaldi di Centuripe, che risente la mancanza di una dirigenza stabile in loco. La popolazione scolastica è di poco inferiore alla soglia dei 600 (585 alunni) richiesta per mantenere l’autonomia; stessa cosa vale per l’I.C. di Catenanuova, che conta 10 alunni in più (595) e con cui la conferenza provinciale ha deliberato la proposta di fusione. In quella stessa sede, è stato proposto anche di assegnare la titolarità della Dirigenza e i relativi uffici alla scuola di Centuripe, motivando la proposta con l’appartenenza del Comune di Centuripe all’area progetto sperimentale SNAI, oltre che all’alta dispersione scolastica e alla presenza di un plesso decentrato nella frazione di Carcaci. Non si è ancora giunti alla decisione definitiva, ma il mantenimento della dirigenza in loco a Centuripe è una questione cruciale per gli attori coinvolti nel processo di progettazione SNAI e per tutto il 18 territorio. La presenza di un dirigente stabile e attivamente impegnato sul campo è intesa quale precondizione dirimente anche ai fini dell’attuazione del sistema di azioni proposto. E’ emersa sia la mancanza di una pianificazione dell’offerta formativa coordinata, sia il bisogno di offrire un servizio di orientamento scolastico che riesca a mettere a fuoco le reali esigenze del territorio. Inoltre, dirigenti scolastici e docenti riportano difficoltà nel costruire percorsi di alternanza scuola-lavoro efficaci, utili per costruire prospettive occupazionali. La mancanza di un coordinamento tra gli istituti scolastici potrebbe non consentire l’attecchimento di misure per lo sviluppo locale nel lungo termine. Sperimentazioni metodologiche in atto, da potenziare, sostenere e coordinare. C’è una tendenza che accomuna dirigenti scolastici e insegnanti coinvolti: la propensione ad attuare metodologie didattiche innovative. Esistono diverse sperimentazioni in atto, tra le quali:percorsi inclusivi nei confronti dei bambini con BES; progetti di Orti Didattici (entro i perimetri scolastici) e Orti di Comunità (in spazi pubblici strategici per coinvolgere anche gli abitanti nella gestione di tali spazi); percorsi di apprendimento esperienziali, attivi e laboratoriali per l’educazione alla salute, l’educazione musicale, la cura dell’ambiente, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali; sperimentazioni di “coding”; “classe capovolta”; Content and Language Integrated Learning (CLIL); verso una scuola senza zaino, cortili didattici, scienze in cortile, pedagogia della lumaca, Didattiche per Ambienti Di Apprendimento (D.A.D.A.); autoformazione del personale. Tali esperienze sono state svolte principalmente nell’ambito di finanziamenti PON e alcune di hanno ricevuto riconoscimenti nell’ambito di concorsi di rilevanza nazionale. Al contempo, sono emerse esperienze di eccellenza in merito agli indirizzi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, l’artigianato, l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, l’istruzione degli adulti. L’indirizzo per l’agricoltura, ad Adrano, ha avviato sinergie sul territorio: per esempio, il laboratorio di chimica è aperto per consulenze e verifiche sperimentali, richieste dagli agricoltori della zona; con esercitazioni di agricoltura, gli insegnanti e gli alunnipartecipano a diversi progetti nell’ambito del recupero e la cura del verde urbano e comunale e di spazi di altre Scuole che operano nel territorio; l’alternanza scuola-lavoro è svolta in anche in collaborazione con cooperative attive su temi di rilevanza sociale, come la cooperativa Beppe Montana (Libera). Questi tipi di percorsi sono strategici in un contesto caratterizzato da un alto indice di delinquenza giovanile per promuovere e rafforzare la consapevolezza che la legalità è il pilastro della convivenza civile. . L’indirizzo per l’artigianato, a Biancavilla, ha esperienza nella costruzione di reti sul territorio, come la Rete D.A.F.N.E. – Didattica Ambiente Formazione Network Etneo. L’indirizzo per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, unico Istituto Superiore di Centuripe,ha ricevuto riconoscimenti nazionali di prestigio – 1° posto al concorso nazionale del gelato artigianale Carlo Pozzi, sperimentazione dell’apprendistato per il conseguimento del Diploma d’Istruzione secondaria, Alternanza Scuola Lavoro presso le migliori strutture alberghiere d’Italia, sperimentazione di politiche attive di lavoro: FiXO e unica scuola in Italia a cui è stata finanziata la “Bottega di mestiere e dell’innovazione”. In merito all’esperienza di Istruzione degli Adulti (IDA) di Adrano si riportano alcuni elementi che ne hanno caratterizzato il successo e la sostenibilità nel lungo termine (attivo dall’AS 2004/205, per un totale a oggi di 104 diplomati): percorsi didattici flessibili per meglio valorizzare l’esperienza di ciascuno studente; percorsi individualizzati, posti in attenzione alla persona e alle esigenze di chi deve conciliare lavoro e studio; l’adulto/lavoratore è favorito da una struttura didattico-organizzativa che prevede articolazioni a carattere modulare che riguardano l’orario delle lezioni (distribuzione su cinque giorni, possibilità di raggruppare le materie per area in funzione di eventualiesigenze didattiche, accesso ai laboratori, etc.), il calendario scolastico (per consentire moduli intensivi e recuperi) unitamente a soluzioni moderne e dinamiche per favorire una frequenza proficua di tutte le lezioni previste nei diversi ambiti disciplinari. Tali esperienze di eccellenza sono da valorizzare per la propria valenza strategica in funzione delle peculiarità dell’area e in relazione alla filiera cognitiva. 3. Risultati attesi e proposte di azione Strutture scolastiche sicure, vivibili e sostenibili Con riferimento alla gestione associata di funzioni e servizi, in merito all’edilizia scolastica sarà attuato un piano d’intervento per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e l’adeguamento dei locali, a seguito di una individuazione puntuale delle criticità e della definizione delle priorità su antisismica, antincendio, funzionamento impianti, accessi e videosorveglianza, vivibilità dei locali, locali per la didattica sperimentale. Con riferimento ai PAES, saranno effettuati interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e saranno introdotti dispositivi per un uso razionale delle risorse (acque e rifiuti). 19 Superare le condizioni sociali critiche: Scuole come Presidi Sociali Sebbene sul territorio siano presenti i servizi socio-sanitari (2 Consultori Familiari ad Adrano e Biancavilla e uno a Centuripe operante solo una volta a settimana), assieme a cooperative e case famiglia è stata messa in luce la necessità di costruire una stretta e stabile sinergia tra ASP e Istituzioni scolastiche che possa essere sperimentata nell’Area Progetto e replicata, se efficace, nell’Area Strategica. Si propone l’istituzione, presso gli Istituti Scolastici, di luoghi per il raccordo tra personale scolastico con équipe multidisciplinari di supporto socio-sanitario (operanti in seno alle ASP e potenziabili), al fine di condurre con continuità programmi per l’ascolto e il trattamento di BES, DSA (con riferimento alla Legge 170/2010, al DM 5669/2011 e alle Linee guida), educazione al benessere per tutti gli studenti e i genitori (cfr. paragrafo Sanità), al fine di arginare il fenomeno della dispersione scolastica e la povertà educativa. La struttura organizzativa dei Presidi Sociali nelle Scuole può trarre spunto dalle esperienze dei Centri Territoriali di Supporto, già in atto presso USR Ufficio VI a Caltanissetta e USR Ufficio VII a Giarre e operare in sinergia con gli operatori culturali al fine di mettere in atto strategie sperimentali per l’emersione e il trattamento dei bisogni. A conclusione della sperimentazione sarà stilato un protocollo operativo che consentirà la sostenibilità nel lungo termine dei modelli organizzativi sperimentati e la replicabilità degli stessi nei Comuni dell’Area Strategica. Al fine di consentire all’Istituto Comprensivo di Centuripe di svolgere la propria funzione di Presidio Sociale, si chiede inoltre il mantenimento della dirigenza in loco. Ricucire le relazioni frammentate: Rete tra Scuole per il Territorio Con riferimento alla L.107/15 si intende valorizzare la scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale. Si intende dunque perseguire l’apertura pomeridiana della scuola per offrire agli studenti opportunità di potenziare/recuperare le proprie competenze; si intende predisporre di una rete inter-istituzionale di collaborazione tra le scuole, gli Enti Locali e le agenzie, formali e informali, del territorio, che ottimizzi e potenzi le risorse socio-culturali, economiche ed ambientali territoriali. Da un lato, è emersa dunque la volontà di costruire una rete stabile tra le scuole (rete di scopo) ai sensi del DPR 275/99al fine di migliorare le strategie di governance del sistema scolastico dell’Area Progetto (da replicare, se efficaci, nell’Area Strategica) andando oltre le esigenze del singolo istituto e consentendo una stabile e duratura cooperazione tra istituti. La Rete di Scopo ha le seguenti finalità: coordinamento dei Presidi Sociali di cui al par.3.2, orientamento scolastico, alternanza scuola-lavoro, servizio di trasporto scolastico, servizio mensa in sinergia con le aziende agricole locali di eccellenza, offerta formativa aderente alle esigenze del territorio, formazione degli adulti (apprendimento permanente – long-life learning), sperimentazioni metodologiche. La Rete dunque nasce per mettere in sinergia le scuole dell’Area Progetto e le scuole con le realtà del territorio (imprese, cooperative, associazioni) volte a costruire percorsi di sviluppo locale. Questo si tradurrebbe concretamente nel costruire relazioni stabili con il tessuto imprenditoriale di eccellenza locale e con il terzo settore per proporre percorsi di alternanza scuola-lavoro rispondenti a reali bisogni e vocazioni dell’area. A conclusione della sperimentazione sarà validato il meccanismo di governance messo in atto dalla Rete e, se efficace ed efficiente, sarà replicato presso i Comuni dell’Area Strategica. Si segnala che, per quanto riguarda il caso Centuripe, il mantenimento della dirigenza in loco è, oltre a quanto detto sopra in merito al ruolo della scuola come presidio sociale, è funzionale alla partecipazione attiva dell’IC Ansaldi alla Rete. Il territorio infatti intende alimentare la relazione tra le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e i diversi soggetti operanti negli ambiti della filiera cognitiva individuata, puntando strategicamente su quegli indirizzi che potrebbero alimentare meccanismi di sviluppo locale (come l’agrario, l’alberghiero, l’artigianato, l’istruzione per gli adulti). Nel passaggio da Preliminare a Strategia si giungerà all’individuazione di un piano di razionalizzazione delle scuole secondarie di secondo grado. Questa azione ha infatti ottenuto la condivisione di tutti i soggetti rappresentativi e rilevanti, ma necessita di un ulteriore confronto con l’USR. Sperimentazioni metodologiche permanenti: Strumenti per la Learning Valley Con riferimento alla L.107/2015, si intende potenziare le metodologie e le attività di laboratorio; valorizzare e potenziare le competenze digitali, metodologico-didattiche, psico-pedagogiche, organizzative e relazionali dei docenti, anche attraverso percorsi specifici di formazione e consentire lo sviluppo dell’auto-riflessività del docente. Si auspica inoltre un miglior utilizzo dell’organico di autonomia in funzione delle 20 sperimentazioni che si intendono costruire nell’ambito della SNAI Val Simeto e l’implementazione della dotazione tecnologica e scientifica, con riferimento al PNSD, per arricchire la didattica, per assecondare la vocazione digitale e laboratoriale e per assecondare il rapido evolversi del sistema di comunicazione. Si vuole avviare una programmazione d’Area per l’offerta formativa sperimentale da costruire dentro la Rete tra scuole. Tra gli approcci metodologici innovativi da promuovere (alcuni già sperimentati): RicercaAzione, Costruttivismo, Learning by Doing, Outdoor Training; Project Work; ProblemSolving; Content and Language Integrated Learning (CLIL); Technology Enhanced Active Learning; Scuola Digitale, etc. A conclusione della sperimentazione sarà stilata una Carta delle Sperimentazioni della Val Simeto al fine di consentire il proseguimento delle esperienze virtuose e la replicabilità nell’Area Strategica. Tali sperimentazioni hanno l’obiettivo di contrastare dispersione scolastica e povertà educativa in sinergia con le strategie di trattamento di BES e DSA. L’efficacia di tali approcci formativi, centrati sullo scardinamento di un meccanismo di mero trasferimento di nozioni a favore di una relazione maieutica tra soggetti che apprendono assieme attraverso il fare, potrà rilevarsi attraverso l’innalzamento delle competenze, valutabili anche mediante Test Invalsi. Tali sperimentazioni possono attuarsi solo in luoghi idonei per l’apprendimento esperienziale, non sempre rispondenti con il perimetro delle classi, dunque sarà necessario individuare spazi all’aperto dove potenziare le esperienze di orti didattici/di comunità, spazi dove consentire il lavoro congiunto tra studenti di diversi Istituti e le realtà associative, imprenditoriali, Università, che possano consentire alla Valle di crescere in una prospettiva di apprendimento diffuso. In merito a quest’ultima categoria di spazi, il Tavolo Istruzione si è intrecciato con il gruppo di lavoro sulla Cultura, in seno al quale è maturata l’idea di istituire dei poli culturali: luoghi iconici dove intrecciare le sperimentazioni metodologiche didattiche con percorsi di ricerca-azione e promozione del territorio al di là delle mura scolastiche, in forte sinergia con il mondo della formazione e delle associazioni/imprese culturali. Sono state individuate 2 possibili strutture da rigenerare: l’ex Macello ad Adrano dove avviare sperimentazioni in merito al tema delle risorse ambientali e culturali assieme ad associazioni/imprese culturali (Living LabSimeto Art Lab); l’ex Collegio di Maria a Centuripe dove avviare sperimentazioni in merito al tema dell’accoglienza o “scuola dell’ospitalità”. Tali poli si legano anche alle stazioni di Carcaci e Mandarano, immaginati come Fab Lab RuralLabs, dove si vogliono avviare sperimentazioni tecnologiche in merito al trattamento delle acque reflue, degli scarti, e delle produzioni/trasformazioni/filiere dei prodotti agricoli di qualità. Tali poli diverrebbero dei luoghi per la sperimentazione da gestire attraverso accordi di partenariato tra Enti Locali, cooperative, associazioni, Università e Istituti Scolastici. In essi si potranno svolgere attività per summer/winterschool in collaborazione con università straniere; in essi si potranno concentrare, in una prospettiva di efficienza, quelle attrezzature utilizzabili da tutta la Rete di Scuole e non allocabili in ciascuna scuola (es: stampanti 3D; prototipi per la chiusura del ciclo dell’acqua e dei rifiuti; prototipi per la trasformazione dei prodotti agricoli di qualità, etc.) per attuare sperimentazioni di interesse su tutta l’Area Progetto e Strategica in merito ai diversi temi della filiera cognitiva. Risultati attesi Indicatori Azioni Strutture scolastiche sicure, vivibili e sostenibili. Aumento della propensione dei giovani a permanere nei contesti formativi e miglioramento della sicurezza e della fruibilità degli ambienti scolastici (Cod. 2.16) Riqualificazione degli edifici scolastici (indicatore di dettaglio da definire – cfr. Documento CNAI) – Piano di riqualificazione strutturale Superare le condizioni sociali critiche Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa (Cod. 2.1) Abbattimento tasso di abbandono alla fine del primo anno delle scuole superiori (% sul totale degli iscritti al primo anno delle scuole superiori) – Scuole come Presidi Sociali Ricucire le relazioni frammentate Qualificazione dell’offerta di istruzione e formazione tecnica e professionale (Cod. 2.15) Successo formativo dei percorsi di istruzione tecnica e professionale (promossi sul totale degli alunni; diplomati istituti tecnici e professionali sul totale dei diplomati – Rete tra Scuole per il Territorio Sperimentazioni metodologiche permanenti Diffusione della società della conoscenza (Cod. 2.27) Disponibilità di nuove tecnologie per fini didattici – Carta delle Sperimentazioni Metodologiche della Val Simeto 21 nel mondo della scuola e della formazione e adozione di approcci didattici innovativi Innalzamento del livello di istruzione della popolazione adulta (Cod. 2.9) Adulti che partecipano all’apprendimento permanente per genere (popolazione 25-64 anni che frequenta un corso di studio o di formazione professionale in percentuale sulla popolazione della stessa classe di età) – Poli culturali – Simeto Art Lab (Living Lab) e Scuola dell’Ospitalità 4.5 Salute garantita a tutti gli abitanti della Valle 1. Sistema sanitario dell’area I tre Comuni dell’Area Progetto afferiscono a due ASP differenti: Adrano e Biancavilla appartengono all’ASP 3 (Catania) e, insieme al comune di Santa Maria di Licodia, al Distretto socio-sanitario di Adrano n.12, mentre Centuripe fa riferimento all’ASP 4 (Enna) e, insieme ai comuni di Enna, Villarosa, Calascibetta, Valguarnera Caropepe e Catenanuova, al Distretto Socio sanitario di Enna n.22. Il sistema sanitario dell’area si incentra sull’unica struttura ospedaliera di Biancavilla i cui servizi devono essere ridefiniti e riqualificati in coerenza con la prevista rimodulazione della rete ospedaliero-territoriale in via di definizione a livello regionale; nel Comune di Biancavilla è inoltre presente una casa di riposo e una casa protetta. Ad Adrano è presente un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA), 6 strutture per l’assistenza domiciliare, una casa di riposo e due comunità alloggio, mentre a Centuripe è presente solo un poliambulatorio, una cooperativa convenzionata per l’erogazione delle prestazioni di ADI e una casa di riposo. Da una analisi dell’andamento demografico al 2015 della popolazione dell’area della Val Simeto si evidenzia subito come i Comuni di Adrano e Biancavilla presentano problematiche diverse rispetto al Comune di Centuripe che presente un indice di vecchiaia pari a 182,11% (contro il dato nazionale pari a 61,10 e regionale pari a 141,00%). L’Intervallo Allarme – Target sul territorio è di 46 minuti, contro la media di 17 minuti nelle Aree Interne siciliane e di 21 minuti nel resto delle aree interne italiane. Si rileva inoltre un alto tasso di ospedalizzazione evitabile e, al 2012, la percentuale di anziani residenti trattati in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) pari a zero, sebbene oggi la situazione sia modificata come rilevato in fase di scouting. 2. Elementi emersi dall’attività di scouting Limiti di accessibilità ai servizi socio-sanitari Si rileva innanzitutto la condizione singolare per il Comune di Centuripe: l’invecchiamento demografico, il trasferimento dei più giovani, l’isolamento spaziale, i collegamenti stradali dissestati e malsicuri hanno fatto emergere una richiesta unanime di prevedere interventi e soluzioni che possano far superare l’attuale diffuso disagio nell’accesso e nella fruizione di prestazioni e di servizi socio-sanitari, sia per i casi di emergenzaurgenza sia per l’erogazione di prestazioni e servizi socio-sanitari e la cronicità. In merito all’emergenza-urgenza, è stato rilevato come Il Comune di Centuripe disponga di una ambulanza non medicalizzata con tempi di risposta che superano i 45 minuti. Per i codici gialli e rossi (dalla Centrale Operativa del 118 di Caltanissetta nel 2015 sono stati segnalati n.161 codici gialli e n.21 codici rossi) il mezzo, dopo aver preso a bordo l’utente è costretto ad effettuare il “rendez-vous” (trasferimento da un mezzo all’altro) con un mezzo medicalizzato proveniente quasi sempre da Biancavilla. L’alternativa sarebbe l’invio del mezzo dal Comune di Regalbuto, ma così facendo l’ospedale di riferimento sarebbe quello di Enna, più distante rispetto a quello di Biancavilla. In merito all’erogazione di prestazioni e servizi-sociosanitari, si rilevano a Centuripe le carenze del poliambulatorio presente: solo una volta a settimana sono erogate prestazioni specialistiche quali cardiologia (4 ore), geriatria (4), neurologia (4), ortopedia (6), Ginecologia (3), oculistica (6), dermatologia (2), diabetologia (6); urologia è erogata una volta al mese (6 ore). Esse dunque erogano il servizio sporadicamente (solo un giorno a settimana e, nel caso di urologia, una volta al mese), non sono previste sostituzioni in caso di assenza dello specialista e, soprattutto, tranne l’ortopedico, non effettuano visite domiciliari. E’ stata evidenziata l’insufficienza di ore in merito a prestazioni chiave, quali cardiologia e neurologia, e l’assenza di otorino-laringoiatria ed ecografia. Tali carenze costringono i pazienti di Centuripe a dover ricercare l’erogazione di tali prestazioni specialistiche altrove, nonostante le difficoltà negli spostamento legate alle condizioni delle infrastrutture viarie di collegamento. In merito all’Assistenza Domiciliare Integrata, rispetto ai dati riportati in istruttoria (2012), la condizione è variata: a Centuripe la percentuale di anziani (oltre i 65 anni) trattati in ADI, da una cooperativa 22 convenzionata, è pari a 5,1. E’ stato evidenziato come il servizio, limitato alla fisioterapia e all’infermieristica, presenti carenze in merito alla mancanza di altre figure specializzate. Ad Adrano e Biancavilla la percentuale è pari a 2,4%. Oltre all’ADI, è stata messa in luce la necessità di fornire strumenti per consentire a pazienti e famiglie di gestire consapevolmente prevenzione, diagnosi e cura delle patologie (empowerment). Patologie infantili/giovanili e difficoltà genitoriali L’obesità infantile è, per l’Area, una criticità emersa dalle testimonianze riportate dai pediatri di libera scelta, confermata da tutti i partecipanti al tavolo e dai dati raccolti. Secondo un report redatto da un pediatra di libera scelta di Adrano (fonte: dati Federazione CIPe-SISPe-SINSPe), in merito a Obesità e sovrappeso della popolazione pediatrica di Adrano in carico ai pediatri di famiglia 0-6 anni e 7-14 anni, in Italia nel 2014 i bambini in sovrappeso sono il 20,9% (IC 95%: 20,4-21,4) e gli obesi sono il 9,8% (IC 95%: 9,5-10,2), compresi i bambini gravemente obesi che da soli sono il 2,2% (IC 95%: 2,1-2,4); in Sicilia la popolazione pediatrica in sovrappeso o francamente obesa (calcolata con metodo BMI) è pari al 37,1% (23,2% in sovrappeso e 13,9% obesi); ad Adrano, su una popolazione totale in carico ai pediatri di libera scelta pari al 3.737, la popolazione pediatrica in sovrappeso o francamente obesa (calcolata con metodo BMI) è pari al 38,7% (23,9% in sovrappeso e 14,8% obesi). Inoltre, testimonianze riportate dagli operatori socio-sanitari e confermate dagli insegnanti fanno emergere condizioni familiari difficili entro le quali si manifestano sia patologie dell’alimentazione sia altri disagi. I numerosi casi di BES e DSA (302 certificati su 6608 studenti censiti) confermano la rilevanza di tali disagi, la cui portata si estende ben oltre i casi di BES e DSA riportati. Sono stati descritti disagi del tipo: manifestazioni di ansia, incapacità nel gestire le relazioni, utilizzo di sostanze eccitanti, abuso del PC, comportamenti ossessivo-compulsivi, disturbi della sessualità, aumento delle dinamiche di bullismo. Questi fenomeni possono essere ricondotti anche a problemi di genitorialità. Sono stati descritti frequenti casi di nuovi nati da genitori minorenni. Inoltre, il rapporto di istruttoria SNAI riporta un dato allarmante relativo alla gestione della maternità: la percentuale di parti in cui la prima visita è effettuata dopo la dodicesima settimana è pari a 32,6%, contro la media nella Aree Interne siciliane pari a 15,4% e nelle AI italiane pari a 11,1. Le difficoltà genitoriali si manifestano anche nella diffidenza e difficoltà di relazione tra genitori e personale scolastico: difficilmente si riesce a cooperare per far emergere e affrontare i problemi familiari che provocano ricadute evidenti sui percorsi di apprendimento – e sulla quotidianità in generale -di bambini e adolescenti dell’Area. 3. Risultati attesi e proposte di azione Sanità accessibile Potenziare la capacità di risposta della rete dei servizi emergenza-urgenza a Centuripe. Per ridurre i tempi di risposta nei casi di urgenza-emergenza occorre sostituire l’ambulanza oggi a disposizione con una medicalizzata, provvista di personale medico a bordo che possa garantire nei casi più gravi di evitare la procedura del “rendez-vous” e, soprattutto, che possa fornire sin dal primo momento i primi supporti medici al malato. Il trasferimento del malato da un mezzo a un altro è, infatti, uno dei principali fattori che provocano alti tempi nella prestazione del soccorso. Anche se le infrastrutture viarie – ri rimanda al paragrafo Mobilità – di collegamento tra Centuripe e il resto dell’Area saranno rese percorribili, evitare il “rendez-vous” è la concausa su cui agire per ridurre con efficacia l’intervallo allarme-target. Ri-organizzare la rete territoriale dei servizi di diagnosi, assistenza e cura pediatrici, per adulti e per anziani a Centuripe. Per assicurare l’accessibilità dei servizi socio-sanitari in loco, si intende allocare l’offerta dei servizi sanitari del Comune di Centuripe in un’unica struttura (Punto di Salute) in modo da consentire una gestione più efficace ed efficiente del servizio e l’identificazione di un unico centro cui i cittadini potranno agilmente rivolgersi per i diversi problemi in merito alla sfera socio-sanitaria. Verranno, pertanto, effettuati interventi di completamento di un edificio di proprietà comunale su via Marconi, con relativa fornitura di attrezzature e arredi, nel quale i MMG, i PLS e gli altri operatori sanitari e socio-sanitari potranno accogliere i cittadini e assicurare una gamma di prestazioni più ampia e rispondente alle esigenze. Esso sarà adibito a Centrale/Snodo primario dei servizi, anche on-line, rivolti a famiglie e cittadini anziani e/o persone con limitazioni nell’autonomia. L’istituzione del Punto di Salute necessita un potenziamento delle figure specialistiche presenti nell’attuale poliambulatorio (si veda tabella allegato n.1). Le richieste specifiche sono specialistiche sono: otorino-laringoiatra, l’ecografista, aumentare le ore del cardiologo e del neurologo in 23 modo da consentire visite anche a domicilio e potenziando in tal modo l’ADI, dotare la struttura di un ecografo multifunzionale trasportabile per effettuare interventi anche a domicilio. Migliorare la continuità ospedale territorio e azioni volte a potenziare l’ADI. Al fine di incidere sull’offerta dei servizi socio-sanitari, aumentare la gamma delle prestazioni accessibili in loco, ridurre i ricoveri impropri, nonché, il pendolarismo verso il più vicino punto di erogazione dei servizi (l’ospedale di Biancavilla) si prevede di associare dei servizi digitali, ai servizi sanitari resi dal personale del Punto Salute di Centuripe e del PTA di Adrano. Si tratta di servizi di teleassistenza per consentire percorsi di empowerment dei pazienti e delle proprie famiglie e di telemedicina utile in particolare per incrementare la possibilità di visite specialistiche. Per la teleassistenza verrà creata una infrastruttura di collegamenti ICT che farà capo alla Centrale di controllo allocata c/o il Punto Salute di Centuripe per la gestione della filiera socio-sanitaria, del welfare d’accesso e dei servizi al cittadino. L’infrastruttura ICT potrà consentire il collegamento in rete di servizi. I servizi erogabili potrebbero essere la teleprenotazione, il tele-monitoraggio, la tele-refertazione, e avrà quali punti nevralgici della rete: l’Ospedale di Biancavilla, Punto Salute di Centuripe, il PTA di Adrano, la rete dell’emergenza. Tale impianto permetterà al contempo di migliorare i processi organizzativo-gestionali a supporto della continuità della cura, nonché, la sostenibilità dei servizi sanitari. Si tratta infatti di una piattaforma digitale interoperabile per il coordinamento socio-sanitario ad uso degli operatori sanitari del Punto Salute e del PTA di Adrano che potranno collegarsi al PUA digitale e al fascicolo socio sanitario. Si prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale, web e mobile, in grado di supportare il front-end del Punto Salute e il sistema delle Cartelle Socio-Sanitarie dei cittadini. Si realizzeranno banche dati e servizi di collegamento tra i comuni dell’area della Val Simeto, tra i diversi attori territoriali istituzionali e non (ASP in primis), e con i cittadini che potranno ricevere informazioni, consultare il proprio fascicolo e richiedere servizi anche on line. In tal modo gli operatori delle istituzioni interessate alla presa in carico integrata, avranno a disposizione un quadro unico e sempre aggiornato delle condizioni socio-sanitarie del cittadino e potranno intervenire secondo logiche multi-professionali. Si tratta di rimpiazzare le vecchie prassi cartacee con modalità operative più attuali, di semplificare il rapporto con i cittadini, nonché, la capacità di risposta del sistema istituzionale, migliorando, altresì, l’esigibilità delle prestazioni socio-sanitarie e riducendo il divario fra istituzioni locali e cittadini. Per migliorare la continuità assistenziale e potenziare la rete dell’ADI verranno implementati nuovi servizi di tele home care e video-assistenza. Si tratta di impiantare una Centrale tecnologicamente dotata e collegarla a dispositivi biomedici da assegnare ai cittadini seguiti a domicilio attraverso servizi socio-sanitari. Per esempio, il servizio di tele-cardiologia, articolato in una postazione ricevente potrebbe trovare allocazione c/o il Punto Salute di Centuripe, dove potranno essere allocate le apparecchiature per l’acquisizione a distanza di tracciati elettrocardiografici che consentono di seguire a domicilio la persona assistita ed in fase di trattamento. I pazienti gestiti a domicilio potranno in questo modo essere più partecipi e responsabili nel gestire il loro stile di vita e la loro salute, vivere in modo più indipendente grazie a soluzioni di monitoraggio e di autovalutazione da remoto. L’attivazione della Telemedicina (che presuppone l’avvio della banda larga), sembra offrire la soluzioni più idonea a dare risposta ai bisogni del territorio dell’area SNAI. Il ventaglio dei servizi di telemedicina da erogare, potrebbe racchiudere, a titolo esemplificativo e non esaustivo: diagnosi remota, consulto specialistico remoto, tele-cardiologia, tele-assistenza a pazienti colpiti da Ictus o con patologie neurologiche, consulto paziente-medico curante, consulto tra medico curante e specialista, formazione ed informazione del paziente e dei caregiver (tramite messaggistica), formazione continua del personale medico ed infermieristico tramite FAD, assistenza a malati cronici con servizio on line di prenotazione ed autorizzazione di ausili e presidi (strisce per diabetici, cateteri, pannoloni, traverse, etc.) con indicazione del punto territoriale di consegna più vicino e la data del possibile ritiro. Si provvederà allo sviluppo, gestione e aggiornamento di Applicazioni per dispositivi mobile, che hanno come focus la prevenzione, la gestione e il monitoraggio delle condizioni di salute dei cittadini ed il miglioramento degli stili di vita. Le Applicazioni puntano prioritariamente sulla motivazione del paziente alla cura, dando accesso rapido a informazioni cliniche, effettuando dei reminder relativamente ad azioni preventive e di cura. In sintesi, in accordo con le Autorità Sanitarie Locali, con i medici MMG e PLS e con i Servizi Socio Distrettuali, si punterà a sviluppare nuovi modelli organizzativi e protocolli per l’assistenza e la cura per 24 tutta l’Area, la cui governance sarà sperimentata a partire dal Punto Salute di Centuripe e dal Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Adrano. Intervenire sulle patologie infantili/giovanili e difficoltà genitoriali L’approccio che guida la strategia richiede una risposta trasversale al bisogno di promuovere la salute, rendere le pratiche medico-assistenziali vicine al paziente, soddisfare il bisogno di informazione, rendere i percorsi di cura sicuri, condivisi, accessibili, al malato e alla sua famiglia, nonché svolgere con sistematicità azioni di prevenzione rivolte alla cittadinanza. A tal fine, si propone di attivare e abilitare una équipe multi-professionale che, raccordandosi con le istituzioni scolastiche, interverrà a supporto di BES, DSA e problematiche socio-sanitarie, in una prospettiva di lavoro di rete che coinvolga diversi soggetti quali alunni e loro famiglie d’origine, pediatra di riferimento ed una psicoterapeuta familiare. L’équipe di specialisti dovrà collegarsi quindi con le “Scuole Presidi Sociali” e potrà trarre esempio dalle buone pratiche dei Centri Territoriali di Supporto attivi nella Regione Siciliana. Si potranno condurre programmi di prevenzione delle patologie legate ad abitudini e/o stili di vita poco salubri, comportamenti a rischio e devianze. Si tratta per esempio, di programmi di prevenzione dell’obesità infantile ed educazione alimentare da realizzarsi in collaborazione anche con il nascente Bio-distretto, con I’ Istituto Agrario e con l’Alberghiero di Centuripe e con il supporto di imprese culturali. Risultati attesi Indicatori Azioni Potenziare la capacità di risposta della rete dei servizi emergenza-urgenza e migliorare la qualità della risposta Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali (Cod.1.6) Variazione % del tempo che intercorre tra la chiamata telefonica alla Centrale Operativa e l’arrivo del mezzo di soccorso sul posto – Acquisizione di una ambulanza medicalizzata con personale medico a bordo – Realizzazione dell’impianto di illuminazione ed adeguamento di una elisuperficie. La postazione per l’atterraggio e il decollo dell’elisoccorso è localizzata nel territorio di Centuripe Ri-organizzare la rete territoriale dei servizi di diagnosi, assistenza e cura pediatrici, per adulti e per anziani Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali (Cod.1.4) Tasso di ospedalizzazione evitabile – Realizzare un Punto di Salute a Centuripe in cui allocare l’offerta dei servizi socio-sanitari in maniera integrata e pluridisciplinare Migliorare la continuità ospedaleterritorio mediante interventi d’innovazione tecnologica per l’efficientamento dei processi di erogazione dei servizi Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali (Cod.1.7) % di cittadini che hanno usufruito di servizi di telemedicina – Attivazione di servizi di teleassistenza e telemedicina e sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili. Attraverso una piattaforma digitale da allocare c/o il Punto Salute sostenere la creazione di modelli assistenziali innovativi incentrati sul cittadino. Potenziamento dell’ADI Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali (Cod. 1.2)% di anziani >= 65 anni residenti trattati in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI (Cod. 1.5) Specialistica ambulatoriale – Prestazioni erogate x 1000 residenti – Potenziamento delle figure specialistiche del poliambulatorio di Centuripe e acquisto di un ecografo multifunzionale trasportabile Intervenire sulle principali patologie infantili/giovanili Potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali (Cod. 1.5) Specialistica ambulatoriale – Prestazioni erogate x 1000 residenti Ridurre la percentuale di obesità infantile e le condotte a rischio che costituiscono i principali fattori scatenanti di malattie – Attivare una équipe multi-professionale che interverrà in più settori salute, sociale, scolastico-educativo. 25 4.6. La mobilità della Val Simeto 1. La mobilità della Val Simeto I territori di Adrano e Biancavilla sono attraversati da tre strade statali. La Strada Statale 121 che collega Palermo con Catania, la Strada Statale 284 che unisce Randazzo con Paternò e la Strada Statale 575 che mette in collegamento Troina (EN) con Paternò (CT). Centuripe è posta a pochi chilometri dalla strada statale 121 che collega Palermo con Catania e dalla Strada Statale 192 che mette in collegamento Catania con Enna. In atto la detta SS 284 presenta due sole corsie nel tratto Adrano – Biancavilla – Santa Maria di Licodia fino a Paternò, mentre da Paternò a Catania si presenta con quattro corsie. Tale assetto viario, alla luce della intensità del traffico e della funzione che assolve, provoca serie difficoltà allo scorrimento dello stesso e concreta una situazione di asfissia nella mobilità con gravi ripercussioni nell’accessibilità ai servizi offerti dall’area metropolitana. Il Comune di Centuripe è collegato alla SS 121 – tratto Adrano Biancavillaattraverso la SP 41 che è attualmente chiusa al transito e la SP 24a; il Comune è collegato alla SS121 – Regalbuto – attraverso la S.R. 6, anch’essa attualmente chiusa al transito. Per quanto attiene alle linee di trasporto pubblico locale, Adrano e Biancavilla fruiscono dei servizi della Ferrovia Circumetnea FCE – su ferro e su gomma – a Gestione Governativa del Ministero dei Trasporti – che li collega direttamente al capoluogo etneo. Inoltre Adrano è inserita nel percorso gestito da Interbus S.P.A. che da Troina procede per Agira, Regalbuto – passando per Adrano – fino a Catania. Per quanto attiene il Comune di Centuripe, l’offerta di trasporto su gomma riguarda i seguenti percorsi: Centuripe – Catenanuova – Libertinia – Enna; Centuripe – Catenanuova Scalo; Centuripe – Paternò – Catania. Non sono presenti stazioni ferroviarie Platinum, Gold o Silver. L’aeroporto civile principale per l’Area è Catania Fontanarossa, posto a circa 40 Km dai 3 Comuni (attraversando la A19). Il porto più vicino è quello di Catania; altri porti limitrofi sono quello di Siracusa e quello di Messina che si pongono a una distanza media tra i 100 Km ed i 150 Km dall’Area. 2. Elementi emersi dalla fase di scouting Il tema della mobilità è stato affrontato trasversalmente durante la fase di scouting. Le carenze in termini di infrastrutture viarie sono emerse sia in merito all’accessibilità ai servizi – Istruzione e Sanità – sia in merito alla riconnessione dei tessuti urbani e rurali per meglio favorire lo sviluppo locale, sia in merito a questioni relative al dissesto idrogeologico. Le questioni principali riguardano tre categorie: isolamento di Centuripe; conurbazione Adrano-Biancavilla; Trasporto Pubblico Locale e connessioni con il Polo Catania. Isolamento del Comune di Centuripe. Centuripe è il comune più isolato dell’area, ciò ha ricadute non solo sulla mobilità ma, anche e soprattutto, sul tema della sanità e dell’istruzione. Si comprende, pertanto, come sia di importanza prioritaria trovare soluzioni. Tale priorità è stata ampiamente condivisa da tutti i soggetti rappresentativi e rilevanti dell’area SNAI. Le carenze infrastrutturali sono dovute alla natura del suolo argilloso franoso, ai dissesti idrogeologici oltre che alla mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria legate alla carenza cronica di risorse, e compromettono gli interventi in situazioni di emergenza (primo soccorso, protezione civile, etc.) e di quotidianità. Le principali arterie di collegamento – la S.R. 6 con il Comune di Regalbuto, la S.P. 41/S.P. 24a con i Comuni di Adrano e Biancavilla – sono chiuse al transito da diversi anni. In tal senso, è stato evidenziato come l’ambulanza che da Centuripe si dirige verso l’ospedale di Biancavilla deve obbligatoriamente percorrere la S.P. 41, come detto chiusa al transito, con la conseguenza che talvolta gli autisti si rifiutano di percorrerla. Connessioni urbane e rurali da razionalizzare. L’espansione urbana dei centri di Adrano e Biancavilla ha provocato la saldatura del tessuto edilizio avvenuta lungo le vie storiche e le direttrici di collegamento. L’intensa edificazione avvenuta a cavallo degli anni ottanta e novanta, nelle fasce periurbane, ha aumentato i carichi veicolari e di attraversamento, esasperando ulteriormente i già asfittici innesti della viabilità esistente nell’ambito di questi territori. I Comuni di Adrano e Biancavilla sono oggi collegati da un’unica arteria di collegamento (tratto via Casale dei Greci – Viale dei Fiori), interessata da scambi di varia natura, legati principalmente al flusso di studenti, dovuto alla maggiore presenza di scuole superiori ad Adrano rispetto a Biancavilla, nonché al flusso di utenti verso l’unico ospedale di Biancavilla, l’eli-superficie e il mercato agro-alimentare di Adrano. Tutto ciò comporta intensi flussi veicolari in quest’unica arteria, con conseguenti problemi di viabilità come il manto 26 stradale logorato, l’assenza di marciapiedi, l’alta velocità, la difficoltà nel transito dei soccorsi, soprattutto in alcune fasce orarie, aggravati dalla nascita recente di numerose attività commerciali e dalla presenza in zona del mercato ortofrutticolo. Durante l’attività di scouting si è evidenziata la necessità di interventi di raccordo della viabilità esistente per connetterla con nuovi tronchi o la ristrutturazione funzionale di antiche bretelle al fine di rendere funzionale la rete, rispetto al sistema insediativo esistente e consolidato e tenuto conto della necessità d’interrelazione tra i centri urbani interessati e il tessuto rurale. Inoltre, la viabilità secondaria extraurbana è costituita da una fitta rete di strade provinciali, comunali e percorsi costituitisi nel tempo a servizio dei fondi agricoli (strade vicinali e interpoderali). Una rete obsoleta che necessita una riorganizzazione e/o ristrutturazione in relazione con i bisogni emergenti nel bacino di riferimento, trovando quelle connessioni funzionali con il sistema di rete primaria provinciale e regionale che consenta lo sviluppo dell’area secondo il binomio natura-cultura. Trasporto Pubblico Locale potenziabile. E’ emerso come sia le corse FCE (su ferro e su gomma), sia l’offerta dei servizi di trasporto collettivo su gomma siano inadeguate. Per esempio, su Centuripe sono attive solo due sole corse giornaliere mattina e pomeriggio verso e da Catania, una sola corsa mattutina per Enna; in merito ad Adrano e Biancavilla, FCE non effettua corse il fine settimana e durante i giorni feriali ha orari non adeguati con le esigenze degli abitanti, principalmente degli studenti. A tal proposito, è stato messo in luce come la mancanza di un’adeguata disponibilità di trasporti collettivi limiti le scelte formative degli studenti, scoraggiando progetti di vita rispondenti con le loro reali vocazioni e influenzando la qualità dell’apprendimento stesso, finendo per indurre anche elevati livelli di dispersione e abbandono. Il sistema della mobilità, deficitario sia per infrastrutture viarie sia per servizi di trasporto collettivo, produce ricadute anche su altri gruppi sociali deboli, come gli anziani, spesso non autonomi e privi di mezzo proprio. In sintesi, i limiti connessi alle strade che franano, alle strade congestionate, e al trasporto pubblico inefficiente producono effetti rimarcati sulla vita quotidiana, sulle attività economiche e sui servizi. 3. Risultati attesi e proposte di azione La necessità di rivedere il sistema della mobilità è emersa in maniera trasversale in tutti i tavoli di lavoro e ciò ha rafforzato la scelta dei Comuni dell’area progetto di associare l’esercizio di servizi e funzioni inerenti la mobilità integrata e il trasporto pubblico sociale, prevedendo un ufficio unico che si occupi dell’ammodernamento e ristrutturazione della viabilità urbana e rurale dell’area. Le azioni di seguito indicate scaturiscono da un lavoro fatto dai partecipanti ai tavoli nonché dagli uffici tecnici che, riunitisi in più occasioni, hanno progettato soluzioni per incidere sul sistema della mobilità. Centuripe accessibile. E’ condivisa la necessità di intervenire al fine di rendere nuovamente percorribili la S.R. 6 e la S.P 41 – le due principali vie di accesso al Comune e di conseguenza la S.P. 24a e la S.P. 24b – consentendo di superare i problemi evidenziati in tutti i Tavoli di ascolto Razionalizzazione e rafforzamento delle connessioni urbane e rurali. Si ritiene importante realizzare un riammagliamento della rete urbana e rurale al fine di liberare Via Casale dei Greci dai pesanti flussi veicolari che troverebbero alternative nella percorrenza di una rete di viabilità secondaria rurale. Si tratta di interventi volti a completare e a rendere fruibili alcuni strade interne che consentirebbero di collegare meglio Adrano e Biancavilla alla superstrada Adrano – Catania, nelle cui vicinanze è peraltro presente un’eli-superficie, con un’importante ricaduta per le emergenze e le attività sanitarie, in quanto sposterebbe il traffico all’esterno della città e risolverebbe conseguentemente tutti i problemi di viabilità, compresi quelli relativi ai punti di ingresso dei veicoli provenienti da Centuripe. Alleggerire i flussi veicolari sull’unica strada di collegamento tra Adrano e Biancavilla produrrebbe benefici, sia in merito alla sanità (accesso all’eli-superficie e alle strutture sanitarie), sia agli studenti in transito su quell’arteria. Potenziare e razionalizzare l’offerta di servizi TPL. Si prevede di adeguare alle esigenze pervenute il sistema del trasporto pubblico sia su ruota che su rotaie con interventi volti all’integrazione dei vettori bus (pubblici e privati) sostenuti dall’integrazione spaziale delle fermate di linea e dal coordinamento degli orari stabiliti tenendo conto delle comunità scolastiche e dei pendolari. Si proverà ad attivare un servizio di trasporto la domenica e nei giorni festivi, nonché a 27 raddoppiare l’attuale numero giornaliero di corse della Ferrovia Circumetnea. Inoltre si vuole puntare a realizzare una rete di collegamenti intercomunali circolari in bus navetta da 9/15 posti (più adatti alla circolazione sulle strade del territorio d’interesse). Questa soluzione può contribuire alla razionalizzazione dell’attuale servizio di trasporto scolastico e alla sostituzione di una parte dei servizi di autolinea che oggi attraversano i Comuni con una sovrapposizione di tratte e di fasce orarie concentrate sui tempi scolastici. Gli stessi mezzi, in orari differenti potrebbero essere utilizzati per avviare un servizio trasporto pubblico a chiamata, car pooling, car sharing. L’uso di automezzi dotati di tecnologie energetiche sostenibili consentirà di ridurre i consumi e le emissioni inquinanti in atmosfera, nel quadro delle politiche europee di contrasto ai processi di cambiamento climatico. In questa direzione si propone inoltre di sostituire i contributi ai Comuni per il servizio di trasporto scolastico (che alimentano lo spreco delle autolinee regionali) con un sistema di voucher di mobilità affidati direttamente agli studenti pendolari. Risultati attesi Indicatori Azioni Possibilità di raggiungere la città di Catania (ed i comuni attraversati dalla linea), la Stazione e l’Aeroporto di Catania la domenica ed i giorni festivi, come richiesto principalmente da studenti universitari e lavoratori Rafforzamento delle connessioni dei nodi secondari e terziari alla rete TEN-T (Cod. 3.2) Aumentare l’offerta di servizi del TPL su gomma di connessione al polo locale (Catania) Rideterminare l’offerta di servizi del TPL su gomma attivando un servizio domenicale trasporto FCE Maggiore propensione dei pendolari, studenti e lavoratori, all’utilizzo dei mezzi pubblici Miglioramento della mobilità modale e miglioramento dei collegamenti multimodali (Cod. 3.1.) Raddoppiare l’attuale numero medio di corse/giorno dei servizi ferroviari regionali rapportati alla popolazione residente che potenzialmente può accedere con un tempo di viaggio auto di 30 minuti auto. – Numero di persone salite e discese nelle stazioni ferroviarie delle AI Rideterminare l’offerta dei servizi ferroviari raddoppiando le frequenze delle corse Adrano-Catania Miglioramento della mobilità da, per e entro le Aree interne al fine di rendere più accessibili i servizi sul territorio (Cod. 3.6) Tasso di variazione dell’utilizzo di servizi innovativi Rete di collegamenti intercomunali circolari in bus navetta da 9/15 posti (utilizzati per trasporto pubblico a chiamata, car pooling, car sharing ecc..) Rafforzare le connessioni dei nodi secondari e terziari – completamento, riammagliamento, messa in sicurezza e rifunzionalizzazione della viabilità secondaria a servizio dei centri agricoli e delle aree agroalimentari Miglioramento dei livelli di sicurezza nelle strade delle aree interne (Cod. 3.8) dinamica degli incidenti stradali e degli eventi traumatici Infrastrutture di collegamento di Centuripe con i comuni limitrofi: 1) Ripristino del tratto in frana della SP 41 (oggi chiusa al traffico) che collega Centuripe con i Comuni di Adrano e Biancavilla e di tratti della SP 24a e SP 24b Infrastrutture di collegamento di Centuripe con i comuni limitrofi: 2) Ripristino del tratto in frana della SR 6 (oggi chiusa al traffico) che collega Centuripe con il comune di Regalbuto (Cod.3.5) % di residenti nell’area che si muovono per motivi personali, di lavoro o di studio che si dichiarano soddisfatti del mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere il luogo di destinazione Strada che si diparte a sud di Via Catania (Adrano) fino a raggiungere il confine con il Comune di Biancavilla in Via Casale dei Greci Strada di collegamento da Via Casale dei Greci con l’elisuperfice di Adrano e il confine del Comune di Biancavilla Strada Comunale Schizzo-Pozzillo (Biancavilla) per collegamento di Via della Montagna con il confine del Comune di Adrano Strada congiungente il viale dei Fiori con la Strada Comunale Schizzo-Pozzillo in prossimità della stazione Metropolitana 28 5. REQUISITI NECESSARI, REGIONALI E NAZIONALI, PER L’EFFICACIA DELLA STRATEGIA Per quanto attiene alle azioni legate ai servizi di cittadinanza occorrerà, in riferimento al tema Istruzione confrontarsi in maniera più approfondita con l’Ufficio Scolastico Regionale per affrontare le problematiche legate all’autonomia della scuola di Centuripe che non raggiunge gli standards numerici, mentre per quanto riguarda le azioni legate al tema salute occorrerà l’impegno dell’Assessorato Regionale della Salute e delle ASL di Enna e Catania per risolvere le tematiche inerenti il Potenziamento delle figure specialistiche del poliambulatorio di Centuripe e l’acquisizione di una ambulanza medicalizzata con personale medico a bordo, nonché l’impegno della regione per la diffusione della banda larga per l’attivazione di un sistema di telemedicina. Infine per le azioni connesse con il tema della mobilità occorrerà sicuramente un raccordo con la Assessorato Regionale e la Ferrovia circumetnea per rideterminare sia l’offerta dei servizi ferroviari che il TPL su gomma. Per quanto attiene invece alle tematiche dello sviluppo locale e in particolar modo quelle legate alla tutela attiva del territorio (acque e rifiuti) e al risparmio energetico, occorrerà, per un’efficace attuazione delle azioni, raccordarsi in primo luogo con la Regione (Assessorati competenti) per una validazione degli interventi (coerenza con la finalità di integrazione del rischio idrogeologico e del rischio idraulico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità) ed eventualmente per un coerente e veloce aggiornamento degli strumenti di programmazione interessati (tra cui PAI/Mappe di pericolosità idrauliche, Piano di Gestione del Rischio Alluvione e Piano di Gestione del Distretto Idrografico). Per quanto attiene invece all’aspetto energetico, si rileva come l’eventuale previsione, da parte del Piano Energetico della Valle, di una rete di distribuzione elettrica chiusa per l’Area necessita derogaalla legge 99/09 che consente solo “ai Comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti la possibilità di poter usufruire del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta, per gli impianti non superiori a 200 kilowatt a copertura dei consumi di proprie utenze senza tenere conto dell’obbligo di coincidenza tra il punto di immissione ed il punto di prelievo dell’energia scambiata con la rete, fermo restando il pagamento degli oneri di rete.” 6. QUADRO FINANZIARIO E ATTRIBUZIONE DELLE RISORSE Le azioni previste nel presente preliminare di strategia troveranno una loro concreta realizzabilità attraverso una combinazione di strumenti finanziari: risorse della legge di stabilità e lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati (ITI) che, in una logica plurifondo, potrà accedere alle risorse del FEASR e dell’FSE. Una volta approvata la strategia d’area, per l’elenco delle operazioni ritenute coerenti alla strategia del PO della Regione Sicilia si darà avvio alla procedura loro dedicata per la predisposizione degli elaborati progettuali da presentare ai CdR per la successiva fase di valutazione. Gli interventi contenuti nell’ITI “Val Simeto” confluiranno nello strumento cornice rappresentato dagli Accordi di Programma Quadro (APQ) sottoscritto dalla Regione Sicilia, dai Comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe e Amministrazioni centrali competenti per materia. Inoltre, in applicazione allo strumento CLLD (approccio plurifondo), il GAL Etna ha sviluppato forti sinergie con la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) “Val Simeto” prevedendo per tre azioni, ricadenti nelle operazioni 7.1, 7.5 e 7.6, una parte di risorse stanziate solo per i Comuni aderenti alla SNAI (Adrano, Biancavilla e Centuripe) ed una parte di risorse per i restanti Territori. La Strategia del GAL Etna, pertanto, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi previsti nella Strategia dei territori dell’Area Snai con 600.00,00 euro. Contribuiranno, infine, al raggiungimento della strategia anche risorse provenienti dai Programmi Operativi Nazionali, i programmi di cooperazione ed i Programmi europei a gestione Diretta. Si rimanda alla tabella riepilogativa delle Azioni e delle fonti di finanziamento ipotizzate (allegato 1)